MILANO, 21 NOVEMBRE Lea Garofalo sarebbe stata strangolata e poi carbonizzata, non sciolta nell’acido come emerso al processo di primo grado conclusosi lo scorso aprile con la condanna all’ergastolo per il suo ex compagno Carlo Cosco e altri 5 imputati.

Questo rivelano i resti rinvenuti circa un mese fa in un terreno brianzolo, dove erano sepolte le ossa di una donna che ad “elevatissima probabilità”, come riferisce un investigatore, sarebbero appartenute proprio alla collaboratrice di giustizia uccisa nel 2009 per aver testimoniato contro la ‘ndrangheta.

Si attendono ancora i risultati dell’esame del dna, ma la collana ritrovata accanto ai resti costituirebbe la prova della veridicità dell’ipotesi.

Lea Garofalo fu uccisa brutalmente la notte fra il 24 e il 25 novembre 2009, dopo essere stata sequestrata su un furgone dall’ex compagno, che, dopo averla torturata per sapere cos’avesse rivelato ai magistrati, la strangolò e le diede fuoco.

Questo il conto che dovette pagare per aver testimoniato nel 2002 sulle faide tra la sua famiglia e quella di Carlo Cosco. Da quel momento iniziò la sua vita sotto scorta e sotto falso nome, come previsto dal “programma di protezione” che le fu revocato nel 2006 perché ritenuto non significativo e a cui fu riammessa nel dicembre 2007, dopo aver fatto ricorso al Consiglio di Stato.

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Ma nell’aprile 2009 Lea rinunciò a ogni forma di protezione di sua spontanea volontà, per poter tornare a vivere insieme alla figlia Denise, avuta da Carlo a soli 18 anni. Con lei fece ritorno a Campobasso, dove si trasferì in una casa trovatale dallo stesso Cosco.

Il 5 maggio 2009 questi mandò un suo uomo a casa della compagna per ucciderla, ma la reazione di Lea e della figlia fece fuggire il killer.

Nel novembre dello stesso anno Carlo, non datosi per vinto, attirò la Garofalo a Milano col pretesto di discutere riguardo al futuro di Denise e la donna accettò. Le immagini di una telecamera di servizio che riprese madre e figlia mentre camminavano lungo i viali costeggianti il cimitero Monumentale mostrano gli ultimi istanti della vita di Lea Garofalo, che alle 23 del 24 novembre 2009 avrebbe dovuto incontrare la figlia in stazione per fare ritorno a casa.

Beatrice Amorosi