MILANO, 20 NOVEMBRE – Attimi di terrore, quelli vissuti dai passeggeri del volo NO731 che percorreva la tratta Havana-Milano.

Erano 268 (quasi tutti italiani) i presenti sull’aereo della compagnia Neos ieri mattina quando,  il boing 731 di ritorno da Cuba, sorvolando l’Oceano Atlantico ha avuto a che fare con una turbolenza improvvisa. Hostess e steward stavano servendo il pranzo ai passeggeri camminando così tra le file quando, un forte vuoto d’aria ha provocato il sollevamento dell’aereo per 500 metri in mezzo minuto prima e la ricaduta precipitosa verso il basso per 1000 metri poi. Panico tra i viaggiatori che, non essendo stati avvisati dal pilota attraverso gli altoparlanti a causa dell’imminenza del fatto, avevano i tavolinetti dei sedili abbassati ed erano sprovvisti di cinture di sicurezza. 66 persone hanno risentito di questa mancanza urtando probabilmente contro questi  e riportando delle contusioni.

Immediata la disponibilità di due medici-passeggeri a bordo che hanno soccorso gli sfortunati e supervisionato la condizione degli altri presenti. Accertatisi della mancanza di feriti gravi, lo hanno comunicato al comandante che ha deciso così di proseguire il volo verso Malpensa.

[smartads]

Il “viaggio della speranza”, si è concluso cinque ore dopo con l’atterraggio verso le 13.00, all’aereoporto lombardo dove ad attendere i malcapitati, oltre ai familiari, c’erano i funzionari del pronto soccorso di Varese che hanno immediatamente soccorso i feriti di cui 12 in codice giallo. In 45 sono stati invece trasportati in diversi ospedali della regione per contusione agli arti, lievi traumi toracici e cranici e accertamenti vari.

Turbolenze simili non sono prevedibili da meteorologi, ha spiegato un responsabile della compagnia ritenendo inoltre, del tutto eccezionale un vuoto d’aria di quelle dimensioni.

Sarà sembrato insomma, di stare nel film di Kevin Hooks “the passenger 57-Terrore ad alta quota”, quando piatti e vassoi hanno iniziato a barcollare e schiantarsi sul pavimento insieme ai passeggeri che erano in piedi. Ma, come in un buon film che si rispetti, tutto bene quel che finisce (più o meno) bene.

Marilena Felice