BOLOGNA, 20 NOVEMBRE – Sequestrato la sera del 15 ottobre nella sua abitazione a Bresso insieme alla moglie, il ragioniere Spinelli, “il contabile” dell’ ex Premier Silvio Berlusconi, sembra non accettare di buon grado le insinuazioni che girano intorno all’ intricato caso che lo vede vittima direttamente coinvolta nei fatti.

Più che un tentativo di estorsione “la vicenda Spinelli” pare una brutta scena mal girata di un film giallo di serie b. Tutto sbagliato. Scenografia, costumi,  dialoghi, e attori, poco si salverebbe se del mondo del cinema stessimo parlando. Ma qui si tratta del mondo oltraggiato della politica, dove tutto vale senza esclusioni di colpi, una lotta libera dove chi vince raramente si identifica con colui che resta pulito. «Nessuna somma di denaro è stata pagata né vi è stata alcuna trattativa» Così afferma il ragioniere Giuseppe Spinelli in un comunicato. Poi prosegue attaccando verbalmente i media che si sono impegnati in questi giorni a narrare la vicenda «Leggo con stupore ricostruzioni fantasiose della grave e dolorosa vicenda che è accaduta alla mia famiglia e a me. Voglio precisare che il mio ritardo nel riferire al Presidente Berlusconi e all’ Avvocato Ghedini come si erano svolti effettivamente i fatti è dovuto unicamente al forte timore di subire gravi ritorsioni».

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Fatto sta che, al di là delle parole rilasciate da Spinelli, poche sono le zone luminose intorno alla vicende e molte quelle d’ombra. Punto primo: le 31 ore trascorse dal tempo della fine del sequestro alla denuncia in procura. Solo colpa del grande shock subito da ragioniere e consorte (come lo stesso Spinelli afferma) o c’è dell’ altro? Punto secondo: la strategia “stravagante” con cui ha agito la banda dei tre “soliti ignoti”. Il sequestro è durato appena 11 ore, uno di loro calzava scarpe ginniche rosse con stringhe nere (per caso era un esplicito riferimento a una particolare fede calcistica?),  poi la mattina del giorno 16 i sequestratori hanno lasciato l’ abitazione ( che si trova in pieno centro città), dopo aver degustato un buon caffè caldo preparato dalla moglie di Spinelli. Seppur non esiste nessun manuale ufficiale che regolamenti “sequestri a regola d’arte”, in questo caso gli elementi a disposizione (che seguono la deposizione di Spinelli) fanno pensare ad un quadro alquanto bizzarro.

Come sono andate veramente le cose, a parte poche persone intime o vicine (per interessi) al ragioniere, nessuno lo sa per certo. La supposizione più quotata dagli inquirenti è la possibilità di un presunto baratto tra le due parti: in poche parole la banda avrebbe ottenuto 8 milioni circa concessi da Berlusconi &Co.  in cambio di un video che riprenderebbe l’ onorevole Fini a cena coi Magistrati coinvolti nel “Lodo Mondadori” pregandoli di aiutarlo a mettere in difficoltà l’ allora Presidente del Consiglio. Registrazione che avrebbe le potenzialità di scagionare l’ ex Premier dal pagamento di 560 milioni a Cir nella così detta “guerra di Segrate” che ha visto coinvolti in tribunale per diversi anni il Gruppo Fininvest contro Di Benedetti.

Lorenzo Battaglia