OSTUNI (BRINDISI), 19 NOVEMBRE – E’ stato ritrovato ieri il corpo senza vita di Valeria Corna, la 37enne di Ostuni, scomparsa venerdì sorso.

Dopo 2 giorni di ricerche, grazie all’analisi dei dati del suo cellulare, è stata individuata l’ultima cella a cui si era agganciato il telefono della vittima. E proprio lì, in aperta campagna, è stata ritrovata, non molto lontana dalla sua macchina.

Un solo colpo d’arma da fuoco l’ha uccisa.

Non sono ancora chiare le dinamiche della tragedia, gli inquirenti propendono per l’ipotesi del suicidio, seppur la traiettoria del proiettile lascia aperte altre ipotesi. Il foro d’entrata, infatti, è localizzato alle spalle e quello d’uscita in pieno petto, dinamica alquanto improbabile per un suicidio.

Valeria lascia un bimbo e un compagno. Titolare di un negozio in centro città. Gli amici la descrivono una bellissima donna dall’animo triste e depresso. Sembrerebbe fosse ricorsa ad un supporto psicologico per cercare di sconfiggere la bestia nera che le affliggeva l’animo nell’ultimo periodo.

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Lei stessa ha acquistato l’arma che l’ha uccisa, una revolver calibro 38 special, la mattina della scomparsa, insieme ad una scatola da 50 cartucce.

Forse Valeria ha guidato per alcuni chilometri, si è allontanata dal caos della città, ha trovato un luogo isolato, ha provato l’arma, sono stati ritrovati diversi bossoli vicino alla macchina, poi avrebbe compiuto il tragico e difficile gesto di spararsi alle spalle.

La scientifica di Roma ha già effettuato la prova Stub sulle mani della povera Valeria per accertarne la presenza di polvere da sparo.

Solo l’autopsia fornirà le risposte ai tanti dubbi su questa vicenda dai tratti tristi come l’animo di Valeria.

Annamaria Di Biase