GROTTAGLIE (TARANTO), 19 NOVEMBRE – Le indagini hanno permesso di risalire all’uomo che ha sparato ad Alessio Marinelli, ovvero Vincenzo Venza, 37 anni, ora accusato di omicidio premeditato, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, e spari in luogo pubblico.

Alla sua identificazione hanno contribuito anche le immagini riprese da una telecamera di sorveglianza di un bar della piazza.

Movente del brutale omicidio sarebbe la guerriglia per il controllo del traffico di droga nel tarantino, per cui Marinelli aveva già dei precedenti penali (ma non condanne).

[smartads]

Proprio Alessio Marinelli e altre tre persone nel pomeriggio di sabato avrebbero lanciato un “avvertimento” al rivale, sparando alcuni colpi di fucile ad una Renault Megane al cui interno c’era proprio Venza, lasciandolo però illeso.

Poche ore dopo, la tremenda vendetta di Vincenzo Venza: sette colpi di pistola sparati, secondo la sua confessione, a piedi e senza complici, nella piazza di Grottaglie gremita di persone.

Gli inquirenti si sono da subito trovati concordi nel legare i due episodi, l’avvertimento e l’omicidio, che si inseriscono, perfettamente ma purtroppo tristemente, nella guerriglia urbana su alcune attività illecite, soprattutto il traffico di stupefacenti, nella zona di Taranto.

ALESSIO MARINELLI, GIOVANE PROMESSA DEL PUGILATO – Alessio Marinelli, 19 anni, era un giovane di belle speranze per il pugilato italiano, infatti aveva vinto un anno fa a Grosseto la finale dei campionati italiani Youth (under 18) nella categoria massimi leggeri (81 kg).

Il coinvolgimento in attività troppo pericolose e molto più grandi di lui ha spezzato i sogni suoi e della famiglia, e la possibilità di conquistare altri importanti traguardi sportivi.

Ilaria Facchini