ROMA, 17 NOVEMBRE – Dopo il corteo di mercoledì scorso a Roma, la Digos sta analizzando video e foto della manifestazione per poter identificare gli autori degli atti violenti accaduti tra manifestanti e forze dell’ordine. La Procura di Roma ha potuto identificare ed iscrivere nel registro degli indagati un agente della polizia – probabilmente appartenente al commissariato Viminale –  proprio grazie ad un video del corteo, nel quale è possibile vedere il poliziotto che colpisce con il manganello il volto di un giovane ragazzo bloccato a terra da altri due agenti.

Ancora dubbi sulla vicenda dei lacrimogeni sparati davanti al Palazzo di Giustizia.

Un’altra indagine sui fatti accaduti il 14 Novembre è stata richiesta dal ministro Paola Severino. Si tratta dell’indagine volta a verificare le eventuali responsabilità relative al lancio di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine contro la folla dei manifestanti. Secondo la relazione del Racis Carabinieri, uno dei lacrimogeni esplosi fuori dal Palazzo di Giustizia si sarebbe fratturato in tre parti dopo aver colpito una delle cornici del palazzo. Continuano dunque le deposizioni e le testimonianze dei dipendenti del ministero in servizio durante il corteo, ma secondo il rapporto dei carabinieri è “di tutta evidenza che la traiettoria ondeggiante può essere prodotta solo in fase di ricaduta e non in fase ascendente”. Non si tratterebbe quindi di lacrimogeni sparati dal Palazzo di Giustizia direttamente sulla folla, ma come spiega il questore di Roma Fulvio Della Rocca “i lacrimogeni potrebbero essere stati lanciati da agenti di polizia: sono stati sparati a ‘parabolà e non diretti sui manifestanti. La traiettoria è stata deviata perchè hanno urtato sull’edificio”.  Il ministero dell’Intero e il Racis visioneranno il materiale video per poter far luce sulla vicenda e capire da dove sono stati realmente lanciati i gas.

[smartads]

Diversi rappresentati delle forze dell’ordine difendono l’operato dei poliziotti in servizio durante la manifestazione: Della Rocca afferma che “In piazza c’erano molti ragazzini e abbiamo cercato di garantire la sicurezza. Se ad un certo punto veniamo aggrediti militarmente è chiaro che dobbiamo reagire, perchè siamo qui anche per questo: per tutelare la legge, questo è il nostro compito. Se ci sono stati eccessi agiremo e verificheremo di conseguenza. Accerteremo eventuali responsabilità dei singoli. Ma la gestione dell’ordine pubblico non ha avuto problemi”. Diverse le posizioni dei manifestanti presenti, come la testimonianza di una studentessa di Psicologia di 25 anni, la quale sostiene che “In via Arenula un lacrimogeno è cascato verticalmente davanti a me, così come altri due più distanti: piovevano dal cielo. Mi sono voltata e, sia davanti a me che indietro, dalla strada non c’erano agenti che sparavano il gas”.

Il ministro Severino, da pare sua, assicura che “le verifiche proseguiranno con il massimo impegno, con il dovuto rigore e con la massima tempestività”.

Cinzia D’Intino