BOLOGNA, 17 NOVEMBRE – In questi giorni, se diciamo Zlatan Ibrahimovic ci viene in mente solo una cosa: il gol del 4-2 che lo svedese ha messo a segno qualche sera fa nei minuti finali dell’amichevole di Stoccolma, disputatasi tra Svezia e Inghilterra. Sia chiaro, anche solo pensare di tentare una rovesciata da 25 metri non è cosa da tutti, riuscire nell’impresa segnando un gol tanto meno.

Ciò che mi preme sottolineare, però, è l’eccessivo clamore che il gesto tecnico dell’attaccante del Psg ha creato in tutto il mondo; qualcuno lo ha addirittura definito “il gol più bello della storia”. Un tantino eccessivo, direi. Che dire allora di tutti quei giocatori che in passato l’impresa erano già riusciti a compierla, e che solo per non avere scritto sulla maglietta un nome eclatante come quello dello svedese sono caduti nel dimenticatoio?

[smartads]

A tal proposito, vorrei citarne uno in particolare che di rovesciate in “stile Ibra” (sarà questa infatti la definizione che i più assegneranno a tali gol da qui in avanti) se ne intendono, eccome. Sto parlando di Mauro Bressan, discreto mediano della Fiorentina del Trap, che il 2 novembre ’99 in un Fiorentina-Barcellona di Champions League (in Champions, e non in amichevole) andò in rete proprio grazie ad una bicicletta da fuori area e dallo stile impeccabile.

Il portiere c’era (a differenza di quanto accaduto ad Ibra) ma non riuscì comunque ad opporsi; il suo gol, però, non riuscì ad ottenere una risonanza mediatica così eclatante. Forse perché di un mediano di Valdobbiadene che guadagnava nella media non interessava poi così tanto.

Tiziano Marino