TEL AVIV, 16 NOVEMBRE – Ancora bombe ad irrompere nel silenzio e nel buio notturno.

“Ci sono stati 130 attacchi durante la notte” annuncia il ministero dell’Interno di Hamas, “e decine di bombardamenti sin dalle prime ore del mattino”.

Il numero delle vittime è salito a 19 morti, tra cui una donna incinta e due bambini. Un centinaio i feriti.

“Israele ha i giorni contati” ha riferito un portavoce di Hamas, “se l’aggressione di Israele continua è chiaro che le brigate al Qassam e Hamas attaccheranno gli israeliani, i soldati e i politici. Una pioggia di razzi si riverserà su di loro”

In risposta dell’uccisione del capo militare di Hamas, ieri, dalla striscia di Gaza è partito un missile Fajr 5, di fabbricazione iraniana, che ha colpito Tel Aviv. Dopo 21 anni, la sirena d’allarme ha ripreso a suonare.

L’ ordigno è caduto in mare e non ha provocato alcun ferito.

A fungere da mediatore a questa situazione, è intervenuto stamane il primo ministro egiziano Hisham Kandil, che è arrivato sulla Striscia di Gaza verso le otto del mattino.

Durante le tre ore di permanenza del primo Ministro, era prevista una “tregua a tempo” andata in fumo sin dai primi minuti.

Difatti, fonti di Hamas, riferiscono della morte di due palestinesi rimasti uccisi dall’ennesimo bombardamento israeliano.

Questi ultimi però smentiscono, un portavoce militare israeliano ha affermato di non aver condotto alcun attacco nella Striscia di Gaza durante la permanenza del ministro Kandil.

Si cerca una linea di confine forse impossibile, una mediazione, una cessazione di violenze. Si cerca la parola fine all’inizio di una guerra quasi dichiarata.

[smartads]

Kandil chiede la cessazione del conflitto nei confronti dei palestinesi. “La tragedia a cui ho assistito oggi a Gaza, non può essere ignorata. L’aggressione deve essere fermata.”

E’ determinato “L’egitto non risparmierà sforzi per raggiungere la tregua e fermare l’aggressione.”

A lanciare un appello è stato anche il governo Greco, chiedendo ad Israele ed Hamas “senso di responsabilità, contenimento e sangue freddo” al fine di evitare lo scoppio della tragedia.

Ma il dramma ha già avuto inizio, la vita a Gaza è appesa al filo dell’abisso.

Tutti i letti di terapia intensiva sono al completo, riferiscono i medici degli ospedali palestinesi, apparecchiature e medicine stanno per finire.

Rossella Assanti