ROMA, 16 NOVEMBRE – Nel corso della puntata di Servizio Pubblico trasmessa ieri sera da La7 sono state mandate in onda le immagini che mostrano i ragazzi scesi in piazza mercoledì – per protestare contro le misure d’austerity nel giorno dello “sciopero europeo” – picchiati dai poliziotti, presi a calci e manganellate e spinti a forza dentro le camionette.

È la testimonianza di quanto accaduto mercoledì pomeriggio a Roma, quando 60 studenti, che sfilavano in un corteo diretto a Montecitorio, sono stati bloccati sul Lungotevere e caricati dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa. 16 ragazzi sono stati fermati e di questi 8 sono stati portati in carcere. 3 sono rimasti gravemente feriti, ma sono stati trasportati all’ospedale Santo Spirito solo dopo diverse ore dal momento dell’arresto. Centinaia di universitari e liceali sono stati bloccati per essere identificati e molti di loro hanno subito violenze che gli studenti della Sapienza – nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Facoltà di Lettere – hanno definito da “macelleria messicana”.

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Durante la fase concitata della carica – racconta Giacomo, studente di Filosofia che ha preso parte alla manifestazione – sono caduto, sono stato preso a calci e manganellate, in faccia e sulla schiena e mi sono difeso rannicchiandomi. Ci hanno sbattuto nella camionetta. Gli agenti, dopo averci preso, ci urlavano ‘Vi ammazziamo!’ e ci puntavano in faccia il lancia-granate usato per i lacrimogeni”.

Secondo i ragazzi la tattica sarebbe stata premeditata dalla polizia per disperdere i manifestanti. Smentiscono inoltre che, come hanno riferito alcuni giornali, nel corteo fossero presenti violenti professionisti, dato che a protestare sarebbero stati soprattutto giovanissimi, di cui molti alla loro prima manifestazione.

Quei lacrimogeni lanciati dal Ministero della Giustizia

Resta poi da chiarire il contenuto del filmato amatoriale – girato con un videofonino da un piano alto in via Arenula – che mostra i manifestanti in fuga senza maschere, caschi o scudi, mentre dal palazzo di fronte, sede del Ministero di Grazia e Giustizia, vengono lanciati sulla folla, uno dopo l’altro, due lacrimogeni, subito seguiti da un terzo.

Beatrice Amorosi