ASCOLI 16 NOVEMBRE  – Antonio di Gesù, maresciallo capo del 253esimo reggimento di addestramento volontari ad Ascoli Piceno, la stessa dove prestava servizio Salvatore Parolisi, è stato rinviato a giudizio per “ingiuria e minaccia a un inferiore” nei confronti di un’allieva di 25 anni, un reato che sopperisce alla mancanza di uno specifico reato di molestie sessuali in ambito militare.

All’epoca dei fatti, il 21 luglio 2009, il maresciallo, di anni 38 e originario di Nardò in provincia di Lecce, secondo l’accusa “offendeva prestigio onore e dignità di una soldatessa sua inferiore, cui minacciava altresì un ingiusto danno”

IL FATTO – Di Gesù, in quel periodo, avrebbe chiesto alla ragazza di “seguirla in magazzino” dove, secondo la ricostruzione, le avrebbe domandato se le sarebbe piaciuto essere la prima del corso. Le offrì il suo aiuto in cambio di prestazioni sessuali.

Nel corso della stessa giornata poi, le molestie sarebbero diventate più esplicite: Di Gesù avrebbe palpeggiato il sedere della ragazza mentre questa scendeva da una scala all’interno del magazzino.

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Secondo quanto emerso infine dall’inchiesta, coordinata dal procuratore militare di Roma Marco de Paolis, alle proteste della giovane Di Gesù l’avrebbe minacciata con queste testuali parole:” Qualsiasi cosa farai, sappi che è la tua parola contro la mia. Non ti permettere di dire nulla a nessuno, non mi interessa se sei figlia di un ufficiale. Se provi a dire qualcosa, io ti rovino la carriera e la vita”.

L’udienza è fissata per il 5 febbraio 2013 a Roma.

PRECEDENTI- Non è certamente un fatto nuovo per la caserma Clementi, dove si trova il 253esimo reggimento Piceno.

All’epoca delle vicende che videro coinvolto Parolisi, alcune allieve della caserma durante l’inchiesta per l’omicidio di Melania Rea, raccontarono a Repubblica di essere state frustate sulle natiche con una canna di bambù: “M. bacchettava le allieve con una canna di bambù sulle natiche” ricorda un’ ex allieva aggiungendo che il gesto era accompagnato da frasi scurrili.

Bonini di Repubblica ha riferito di rapporti a raffica tra militari e allieve, un fatto che va avanti da molto tempo ma che è venuto fuori soltanto con il caso Parolisi nel 2011.

Giacomo Ciampoli