ROMA, 13 NOVEMBRE – Le abbondanti precipitazioni di questi giorni hanno creato situazioni difficili in tante zone d’Italia. Fiumi in piena, allagamenti e frane sono il comun denominatore di tutto il territorio, sempre più provato da un diffuso dissesto idrogeologico peggiorato dal maltempo.

Le regioni più colpite sono quelle del centro-nord, le condizioni più critiche sono state registrate in: Veneto, Emilia, Toscana, Umbria e Lazio.

In Veneto le situazioni più problematiche sono segnalate e Venezia con il record dell’acqua alta a 120 cm e a Padova, dove il livello del fiume Bacchiglione è costantemente monitorato.

In Emilia invece si guarda con preoccupazione al Po, cresciuto di 2 metri in 24 ore, al Secchia a Reggio Emilia che è aumentato in maniera ragguardevole e nell’Appennino bolognese ci sono stati smottamenti e qualche allagamento di scantinati e garage.

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In Toscana la situazione è ancora critica: a Capalbio, in provincia di Grosseto una persona è morta intrappolata all’interno della sua auto sorpresa dall’onda di piena. Altre tre vittime, fra cui una donna, sono state estratte dall’automobile dell’Enel precipitata nel crollo del ponte alla Marsiliana, nel comune di Manciano.I tre operai sembra che stessero tornando a casa. Salgono così a quattro le vittime per il maltempo in provincia di Grosseto.

A Massa alcune abitazioni sono state evacuate per il rischio fra e la situazione è delicata lungo tutta la costa fino al Lazio, nelle zone di Tarquinia Lido e Montalto Marina. Anche a Roma il Tevere è salito, così sono stati chiusi gli accessi alle banchine.

In Umbria le situazioni peggiori sono rilevate a Orvieto, dove è stato chiuso il casello autostradale sulla A1, allagamenti anche a Perugia e nell’Alta Valle del Tevere.

Infine situazione particolare anche sull’isola del Giglio, dove a lungo sono stati interrotti i collegamenti con Grosseto e le strade sono state invase dal fango.

Amalia Salsi