ROMA, 12 NOVEMBRE – Il mistero di Federica Mangiapelo, la ragazza ritrovata morta in riva al Lago di Bracciano la mattina del primo novembre,rimane ancora insondabile.

Non c’è una certezza, la morte ha spazzato via tutto, ma finalmente i genitori della ragazza rompono il silenzio:

“Ho affidato mia figlia Federica al ragazzo e non me l’ha più riportata” afferma il padre della ragazza, Gino Mangiapelo, con una voce traboccante di dolore.”

“Quella sera – racconta il padre- era da me, abbiamo cenato insieme. E’ uscita da casa intorno alle 22:30 per festeggiare Halloween con il ragazzo. Le avevo raccomandato di non fare tardi e lei, come suo solito, mi ha tranquillizzato.

Verso l’alba, però, non avendola vista rientrare, l’ho chiamata varie volte al cellulare ma risultava irraggiungibile. Sono uscito da casa a cercarla  ma non sapevo dove andare, la cercavo ovunque quando in un bar ho appreso la notizia del ritrovamento del cadavere di una ragazzina in riva al lago. Pochi istanti dopo ho visto il sindaco di Anguillara venirmi incontro e lì, ho subito capito tutto e mi è crollato il mondo addosso.”

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La madre, Rossella, ha le lacrime agli occhi quando inizia a parlare della figlia:

“Ultimamente avevamo bisticciato perché non accettavo il suo ragazzo, Marco. Non l’accettavo perché ritenevo che una ragazza della sua età dovesse frequentare un ragazzo più giovane. Lei ed il ragazzo litigavano spesso, Federica era una bella ragazza e lui era troppo geloso, non poteva andare da nessuna parte, le aveva fatto perdere tutti gli amici.

Sebbene l’anima squarciata da un dolore irremovibile, la madre di Federica non fa uso di nomi comuni come “assassino” ma utilizza la parola “sbaglio” attribuita a chi, ipoteticamente, abbia ucciso la sua piccola, a chi l’ha lasciata da sola nel bel mezzo della notte.

“Quello che speriamo è che chi ha sbagliato, si penta completamente e ci chieda scusa. Noi speriamo che si sia trattato di uno sbaglio.”

Per ora l’unica certezza è che Federica non si recò da sola sulle rive del lago, ma è stata portata lì. Prova di ciò, è una telecamera che ha filmato l’utilitaria blu, auto di Marco, per ora unico indagato, poco dopo le due di notte a circa mezzo chilometro da dove sarebbe stata lasciata Federica. Dall’auto si vede scendere l’amico di Marco, testimone di un litigio tra la coppia avuto quella sera.

Gli investigatori stanno setacciando ogni strada, ogni elemento che potrebbe condurre alla verità.

Di particolare importanza sono degli atteggiamenti di Marco avuti la mattina successiva quando, nonostante la pioggia, ha fatto lavare la sua macchina ed ancora prima, ha fatto lavare, dalla madre, gli indumenti che indossava la notte della tragedia.

Non c’è nessun accertato colpevole per ora, solo una serie di elementi che cercano di congiungersi per arrivare al verdetto finale. Una tragedia dai lineamenti distorti è quella che vede vittima la sedicenne Federica.

L’unico finale al momento ricostruito è che, dopo un’accesa lite avuta tra la coppia, Marco avrebbe lasciato Federica da sola, sulla riva del lago, e riportato l’amico a casa.

Successivamente, dopo essere tornato a prenderla, i due hanno continuato a litigare fino a che il ragazzo non è andato via definitivamente. Conseguenza di ciò, potrebbe essere stato il malore fatale di Federica lasciata da sola, nel bel mezzo della notte, sotto la pioggia.

Prova di questa ricostruzione, potrebbe essere un messaggio che Marco ha inviato alle tre del mattino a Federica: “Sono tornato a prenderti, ma tu non c’eri. Perché te ne sei andata?”.

Un messaggio, il suo, senza risposta. La morte si era presa già tutto.

Rossella Assanti