BOLOGNA, 12 NOVEMBRE – Mai sottovalutare il potenziale comunicativo di un personaggio fantastico. Mai ignorarne le implicazioni politico, sociali, economiche che vi sono dietro.

Conosciamo ormai tutti, la visione prettamente comunista che si esplica tra le case-fungo dei puffi blu,; ma vi siete mai chiesti chi sia realmente Zio Paperone? Certo, il famosissimo personaggio partorito dalla mente eccelsa di Carl Barks nel 1947 e che ben presto si è reso protagonista di numerose avventure dei fumetti e dei cartoni, è stato spesso paragonato ad un capitalista dei tempi moderni. Un politico, come se ne vedono tanti oggi, con il fiuto per il denaro. Metafora di personaggi in vista quali Berlusconi, Pisapia e chi più ne ha più ne metta. Ma sarebbe riduttivo (troppo) fermarsi a queste analogie. Lo zione tanto amato dai bambini, lo spilorcio per eccellenza di Paperopoli, ispirato alla vita di Andrew Carnegie, un miliardario americano realmente esistito emigrato dalla Scozia, in realtà, sarebbe un imprenditore un po’ calvinista. La sua propensione al risparmio, all’accumulo non senza sforzi e fatica, di denaro, sarebbero il riflesso di una ideologia più grande.

«Paperone è stato a lungo uno dei miei personaggi preferiti, soprattutto all’inizio della mia attività. Forse perché ero un po’ squattrinato e quindi, frequentandolo, speravo mi restasse attaccato qualche dollaro. Impossibile, direte voi… ma io so che Paperone, in realtà, è più generoso di quanto si pensi.

[smartads]

Attaccato al denaro, è vero, ma non per taccagneria, quanto piuttosto con l’amore del collezionista che conosce ogni moneta una ad una e sa che dietro ad ognuna di esse c’è tanto lavoro e passione. Passione che lo ha fatto sempre pensare più lontano degli altri, e anche fatto agire con una certa “etica” negli affari.» , le parole di Giorgio Pezzin. Un Paperon dei Paperoni generoso quindi, seguace di Calvino, colui che estremizzò nel 500′, le tesi di Lutero e della sua Chiesa riformata. Un estimatore della teoria della predestinazione secondo la quale, ogni uomo è già destinato da Dio alla Salvezza o alla dannazione eterna. Non importa quali opere si compiano durante la vita Terrena, è tutto già scritto. Il Lavoro, il successo economico? Sono indizi. Segni di una possibile predestinazione alla salvezza eterna. Il lavoro, i soldi, hanno un valore religioso, teologico.

Ovvio, come dice Weber, autore di “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”, la mentalità religiosa calvinista, avrà sicuramente contribuito alla formazione di quella capitalista, tanto che nei paesi calvinisti, il secondo è un fenomeno che si è ravvisato precocemente rispetto a quelli rimasti cattolici. Ma il nostro zio Paperone, è un “capitalista” fuori dal comune, generoso anche se di poca fiducia, non certo paragonabile ai politici odierni; e, date le sue immense ricchezze, avrà sicuramente un posto tutto suo in paradiso!

Marilena Felice