BOLOGNA, 12 NOVEMBRE – Due condanne e tre assoluzioni. Questo il bollettino finale deciso dal Tribunale di Bologna inerente al caso di Daniela Lanzoni: paziente deceduta il 27 ottobre 2007 all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, all’età di 54 anni – vittima, secondo i periti, di «negligenze e imprudenze plurime» dei medici.

La sentenza infatti ha deciso che il primario di urologia del Sant’Orsola Giuseppe Severini dovrà scontare una pena di 17 mesi e 10 giorni per omicidio colposo e falso. Secondo il p.m bolognese, Severini non solo avrebbe asportato il rene (sano) della donna causandone il decesso, ma in seguito avrebbe cercato di falsificare l’orario d’ingresso in sala operatoria, posticipandolo, nel tentativo di discolparsi.

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Insieme a lui, è stato condannato a un anno di carcere anche il radiologo Stefano Chiari per avere scambiato la tac della Lanzoni con quella di una paziente più anziana di lei di ben 32 anni, con lo stesso cognome ma nome diverso. Nel caso del radiologo, la pena inflitta è meno pesante in quanto non ha tentato di omettere le prove della sua colpevolezza.

Assolti invece altri tre imputati Paola Bacchetti, Maria Cristina Galaverni, Alberto Benati, dato che i fatti non costituivano reato.

Lorenzo Battaglia