BARI, 31 OTTOBRE – Il governatore della Puglia Nichi Vendola è stato assolto dalla accusa di abuso d’ufficio perché “il fatto non sussiste”. Assolta anche l’ex direttore dell’Asl Lea Cosentino.

Dopo l’assoluzione il leader di Sel  ha dichiarato: “Per me è un momento di felicità. Sono stato in questi anni usato come contraltare per le più scandalose inchieste che hanno coinvolto un pezzo di ceto politico verminoso. Io sono una persona perbene ed è stato per me bere un calice amaro. L’ho fatto con rispetto nei confronti della giustizia, un rispetto dei confronti della Procura della Repubblica”.  In merito alla dichiarazione di ritirarsi dalla vita pubblica in caso di condanna, Vendola ha aggiunto: “Quello che avevo deciso era sincero. Non avrei potuto esercitare le mie pubbliche funzioni con quel sentimento dell’onore che è prescritto dalla Costituzione. Mi sarei ritirato dalla vita pubblica”.

Lea Cosentino ha dichiarato: “Giustizia è fatta. Non sono mai stata mossa da sentimenti di rancore o odio nei confronti del presidente. Sono veramente sollevata, soddisfatta e contenta per me, ma anche per il presidente Vendola.”.

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L’ACCUSA .  La procura di Bari sosteneva che Vendola avesse esercitato pressioni sull’ex direttore dell’Asl, Lea Cosentino, affinché venisse riaperto il concorso per un posto da primario all’ospedale San Paolo di Bari. I due imputati, secondo l’accusa, hanno riaperto il concorso per favorire il dottore Paolo Sardelli, dichiarando che alla selezione non si erano presentati canditati validi. Nella scorsa udienza, i pm inquirenti Lino Giorgio Bruno, Francesco Bretone e Desirée Digeronimo avevano chiesto la condanna, con la formula del rito abbreviato, a 20 mesi di reclusione per ciascuno dei due imputati.

Monica Rita Messina