ROMA, 31 OTTOBRE – E’ stato appena approvato in Consiglio dei Ministri il decreto legge sul riordino delle Province, che prevede la loro riduzione da 86 a 51 nelle Regioni a statuto ordinario.

La nuova mappa include anche le città metropolitaneche sostituiscono le Province nei maggiori poli urbani del Paese, realizzando finalmente il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale, e tuttavia finora incompiuto”, come riferisce una nota di Palazzo Chigi.

La riforma sarà attiva a partire dal 2014 e a novembre del prossimo anno si terranno le elezioni per i nuovi vertici. Da gennaio 2013 “coerentemente col nuovo modello di governance – spiega il ministro Patroni Griffi in conferenza stampa – verranno meno le giunte provinciali” e “sarà data la possibilità ai presidenti, per consentire la gestione ordinaria nella fase di transizione, di delegare al massimo tre consiglieri”.

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Il decreto non prevede la nomina di alcun commissario, “solo dall’eventuale inadempimento dell’obbligo nei termini – prosegue il ministro della Funzione pubblica – scatterà un commissario ad acta per garantire i passaggi intermedi funzionali alla transizione”.

La riforma vieta poi il cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali e impone l’abolizione degli assessorati e l’obbligo per gli organi politici di avere sede solo nelle città capoluogo.

Per quanto riguarda il riordino delle Province nelle Regioni a statuto speciale, spiega ancora Patroni Griffi, il Governo se ne occuperà “in seguito, visto che la legge sulla spending review concedeva a queste realtà sei mesi di tempo in più”.

Beatrice Amorosi