NEW YORK, 30 OTTOBRE Sale a 33 il bilancio delle vittime di Sandy – declassato da uragano a ciclone dal National Hurricane Center – in 8 stati Usa. 15 i morti nella città di New York, secondo quanto riferisce il sindaco Bloomberg, che ritiene il numero delle vittime destinato a “peggiorare tragicamente”.

Il ciclone, dopo aver causato la morte di 67 persone nei Caraibi, si è abbattuto ieri sera alle 20 (ora locale) su Atlantic City e ora si dirige verso nord-ovest a una velocità di circa 30 km/h, portando con sé raffiche di vento che sfiorano i 130 e sollevando onde di 4 metri.

La Casa Bianca comunica che il presidente Obamarimarrà a Washington” per coordinare l’emergenza, annullando così il suo viaggio in Ohio, stato “in bilico” nella campagna elettorale.

Uno scenario di devastazione

È allerta nucleare nel New Jersey, dove il ciclone ha causato problemi all’impianto di raffreddamento della Oyster Creek, la centrale più vecchia d’America, mentre altre 5 sono state chiuse o poste sotto regime di produzione minore.

[smartads]

8 milioni di famiglie si sono ritrovate al buio, per via del maggior blackout dal 2003 ad oggi.

Bloccati anche migliaia di siti internet, a causa dei danni subiti dalle sedi di 150 provider della costa orientale.

Il Queens è allagato e un incendio ha raso al suolo 80 abitazioni.

Sommersa dall’acqua anche la metropolitana di New York e alcuni tunnel.

60 persone, che non hanno eseguito l’ordine di evacuazione delle autorità, sono rimaste bloccate sull’arcipelago di Fire Island, di fronte a Long Island. Ora si trovano senza elettricità e acqua potabile, ma 14 sono già state tratte in salvo dalla Guardia Costiera.

Beatrice Amorosi