ROMA, 30 OTTOBRE – A pochi giorni dalla morte del bambino di Padova che ha attentato alla sua vita impiccandosi per gioco, un altro caso di impiccagione minorile. È successo a Roma, in un appartamento di via Verbania nel Tuscolano.

Il bambino, 10 anni, aveva quest’anno iniziato le scuole medie. I genitori del piccolo, entrambi impiegati romani, avevano deciso di separarsi, pacificamente e consensualmente, quattro anni prima. Il bimbo, vista la situazione  e gli impegni lavorativi della mamma e il papà, trascorreva spesso del tempo con i nonni che avevano un appartamento nello stesso palazzo dove il minore abitava con la madre.

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iL 29 ottobre, era da poco tornato da scuola e, come accadeva solitamente, si era fermato nell’appartamento dei nonni a pranzare con loro. Ad un certo punto, con una sciarpa al collo, si è alzato da tavola per recarsi in bagno. Nessun sospetto da parte dei nonni, tutto sembrava procedere normalmente. Apparentemente era una giornata come molte altre trascorse con  lui. Invece quel maledetto pomeriggio, la porta del bagno non si è aperta più, il bambino non è tornato a sedere con i nonni e a raccontare loro cosa avesse fatto a scuola. Questi insospettiti per la troppo lunga permanenza in bagno del bambino, hanno tirato giù la maniglia che avrebbe aperto le porte all’orrore. Il corpicino era senza vita, sospeso nell’aria sorretto da una sciarpa legata al sifone dello scarico. Ed è choc.

È evidente per gli inquirenti, che si tratti di un gesto volontario. Ma cosa può aver spinto un bimbo così piccolo a togliersi la vita? Forse covava dentro un sentimento di smarrimento e disagio per la separazione dei genitori, ma che non aveva mai dato a vedere; o forse aveva avuto una lite con qualche compagno di classe, era stato vittima di qualche scherzo troppo crudele; vittima di bullismo. Oppure semplicemente un altro gioco, un’emulazione di qualcosa vista in tv. I suoi voti erano buoni, superiori alla sufficienza e non sembrava mostrare problemi di nessun tipo eppure, qualcosa dentro di lui lo ha spinto a quel gesto estremo, insolito per un bambino di 10 anni che dovrebbe sorridere sempre alla vita.

I nonni sconvolti, sono stati interrogati fino a tarda sera in commissariato per cercare di far luce sulla tragedia. I genitori  anch’essi sotto choc, inevitabilmente, si chiederanno se, in questa faccenda possano avere in qualche modo contribuito.

Marilena Felice