TORINO, 30 OTTOBRE – Le polemiche del Massimino hanno offuscato il suo esordio da titolare. Fra insulti, fischi, “orrori” arbitrali e cartellini rossi Nicklas Bendtner si è affacciato sul palcoscenico della Serie A fornendo una prestazione sufficiente. Da oggetto del mistero, il calciatore danese, dopo Catania, diventa un pò meno misterioso agli occhi dei tifosi bianconeri, curiosi di rivederlo nuovamente all’opera, magari proprio domani sera in occasione della gara interna contro il Bologna.

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Il numero 17 è parso trovarsi bene in coppia con Mirko Vucinic: l’intesa tra i due è stata buona con il montenegrino galvanizzato dal fatto di poter giocare al fianco di un centravanti di tale stazza. “Oggi ho avuto buone sensazioni – esordisce il danese nel dopo partita a Catania -, in un’occasione ho messo Vucinic da solo davanti al portiere, in un’altra purtroppo non sono riuscito a segnare ma ne è uscito fuori un assist per il gol di Vidal e sono felice per lui”. Nei giorni di scorsi si era parlato di un suo scarso utilizzo in seguito al rapporto complicato con il tecnico leccese. Niente di più falso: “Con il mister ho un ottimo rapporto, è un grande allenatore e ha costruito una magnifica squadra”. Un pensierino Bendtner lo riserva anche alla Champions League: “Non penso ci si debba preoccupare.  Abbiamo tre punti nel girone e altrettante gare da giocare. Ci sono tutte le possibilità di passare il turno”.

L’arrivo del centravanti danese sotto la Mole è stato accompagnato da tanto scetticismo. Per la critica Bendtner non rientra nella categoria di top player, quel giocatore in grado di assicurare 15-20 gol a stagione che serviva ai bianconeri. Effettivamente il giocatore, nel suo passato recente, ha dimostrato di non essere proprio una macchina da gol: solo 8 le reti messe a segno nell’esperienza al Sunderland dove Wenger l’aveva spedito per trovare quella continuità che lui non riusciva a dargli. E pensare che proprio dall’Arsenal doveva arrivare il tanto desiderato top player per l’attacco.

Ai dirigenti bianconeri brucia ancora il no di Van Persie che ha preferito cedere al fascino e ai soldi di Sir Alex Ferguson. Ma dietro il rifiuto dell’attaccante olandese non ci sarebbe solo un ingaggio faraonico fuori portata per le tasche bianconere, ma anche la vicenda legata al calcio scommesse. Con Conte al centro dello scandalo, insieme allora a Bonucci e Pepe (poi prosciolti), Van Persie preferì approdare nell’isola tranquilla dell’Old Trafford. Strana fatalità del destino, a Torino, via Gunners, arriva comunque un attaccante: Nicklas Bendtner. Spetta a lui adesso non far rimpiangere il mancato arrivo di Van Persie.

Calogero Montalbano