CITTA DEL MESSICO, 29 OTTOBRE – E’ stato ritrovato privo di vita il corpo di Stefano Scala, un ragazzo di 33 anni originario di Cagliari che da circa un anno viveva a San Luis Potosi, città capoluogo dell’omonimo stato situata nella parte centrosettentrionale del Messico. Non si avevano sue notizie da dieci giorni.

IL FATTO Il 19 ottobre scorso, Stefano torna a casa e comunica tramite Skype alla madre di essere stato aggredito qualche ora fa da circa una decina di persone armate di spranghe e coltelli, mentre si trovava fermo al semaforo nella sua auto. Riuscito a fuggire, ha trovato ‘asilo’ in una farmacia, dove si è fatto medicare ed ha avvertito la polizia, che prima l’ha accompagnato a recuperare l’auto, e dopo a casa.

Nel dialogo con la madre, quella sera stessa, Stefano dice di non sentirsi bene: accusa dolori per via delle percosse ricevute e problemi alla vista. Questo è stato l’ultimo contatto visivo avuto con i familiari in Italia: poi la scomparsa.

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A lanciare l’allarme è stata la fidanzata di Stefano, Anna Caren Gonzales: da quella data, 19 ottobre, il telefono di Stefano risulta sempre spento e il contatto Skype è sempre offline. Inoltre alcune amiche di Stefano a Cagliari hanno avvertito i genitori che da qualche tempo il ragazzo aveva problemi con gente del posto a causa della sua fidanzata.

IL RITROVAMENTO –  In questi giorni è stato ritrovato il corpo del ragazzo. Il fratello Daniele racconta che il cadavere è stato rinvenuto senza documenti e ipotizza che Stefano sia uscito di casa per andare a correre: “Non ne ho la certezza – afferma – posso solo dedurlo da quello che scriveva sul suo profilo Facebook”.

L’Ambasciata italiana ha subito avvertito i familiari comunicando il risultato dell’autopsia: a quanto pare si tratta di emorragia cerebrale,  molto probabilmente causata dalle botte dei giorni scorsi.

In questi giorni la famiglia sta comunicando con l’Ambasciata per organizzare il rientro della salma a Cagliari. “Al momento non vogliamo pensare ad altro – conclude il fratello- sappiamo comunque che la polizia ha avviato le indagini su quanto è accaduto”.

Giacomo Ciampoli