PALERMO, 29 OTTOBRE – Si aspettavano il botto e il botto c’è stato. La Sicilia è alle urne per eleggere il futuro presidente della Regione siciliana e rinnovare l’Assemblea regionale, impegnata in elezioni all’insegna dell’astensionismo, visto che ieri solo il 47,4% degli aventi diritto si è recato a votare. Le elezioni siciliane, ad ogni modo, confermano ciò che ormai era nell’aria: al momento il nuovo partito dominante dell’Isola è il Movimento Cinque Stelle.

EXIT POLL –  Con lo scrutinio di 4.054 sezioni su 5.308, si possono tirare le somme di queste elezioni su queste elezioni così povere di elettori.

Nella corsa al Palazzo D’Orleans, il vincitore indiscusso è Rosario Crocetta (nella foto), candidato di Pd, Udc ed Api., L’ex sindaco antimafia di Gela si attesta al 31% delle preferenze, staccando di quasi sei punti percentuali (25,3%) Nello Musumeci, candidato del centrodestra. In terza posizione si piazza il grillino Giancarlo Cancelleri con il suo 18,1% delle preferenze. Non sembrerebbe un risultato così entusiasmante, ma bisogna tenere conto di un particolare fondamentale, ossia la corsa in solitaria del M5S, che ha rifiutato qualsiasi forma di coalizione. Il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè ha ottenuto il 15,3%, mentre Giovanna Marano, sostenuta da Idv, Sel, Federazione della Sinistra e Verdi, solo il 5,7% delle schede scrutinate.

Come accennato prima, la forza del Movimento 5 Stelle sta nella sua “solitudine”: da soli, il Pd ed il Pdl sono nettamente inferiori al partito di Grillo, attestandosi il primo al 13,8% e il secondo al 12,7%. Seguono poi a distanza ravvicinata l’Udc (10,8%) e il Partito dei Siciliani (9,4%) del dimissionario e travolto dagli scandali Raffaele Lombardo. Infine, Grande Sud ha ottenuto il 6,3% delle preferenze, mentre Cantiere Popolare arriva al 5,7%.

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LE REAZIONI – Nonostante Cancelleri non sia riuscito a bissare il successo a Parma di Pizzaroti, Beppe Grillo esalta i risultati degli exit poll, parlando di «un’affermazione elettorale al di là di ogni aspettativa». A confermare l’exploit grillino ci pensa anche  Pierluigi Bersani, il quale ammette che «Grillo c’è e c’è in modo serio», ma non vede nei risultati attuali una sconfitta per il Pd: «Per noi fin qui risultati storici».

Dalla parte dei vinti, si lamenta Ignazio La Russa, senza la rottura tra Musumeci e Miccichè, il centrodestra avrebbe potuto vincere la tornata elettorale, limitando di molto il successo del M5S.

Dall’altra parte della barricata, anche Cancelleri è conscio del potere che i grillino potranno avere nella patria di Pirandello. E ribadisce l’intenzione di “ballare da solo”, assicurando che il Movimento 5 Stelle «non farà alleanze con gli altri partiti all’Assemblea regionale siciliana» e i deputati del M5S saranno «come le zitelle acide, che non vanno con nessuno» e voteranno «gli atti che riterremo utili alla Sicilia e ai siciliani».

Tuttavia, accanto al boom della nuova forza politica (guai a chiamarlo partito, dice Grillo) si deve registrare il flop delle elezioni in generale. Un’affluenza così bassa non si verificava dal ’48 e nelle Regionali dl 2008 ben il 66, 68% dei siciliani si era presentato alle urne. Comunque vada, quindi, una cosa pare accertata: chiunque vincerà queste elezioni, nessuno avrà una maggioranza all’Assemblea regionale dove saranno eletti 89 deputati, oltre al presidente della Regione.

Giovanni Gaeta