TERAMO, 27 OTTOBRE – Il lungo processo, iniziato alle 09:15, che avrebbe deciso le sorti di Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea uccisa da 35 coltellate, il 18 aprile del 2011, si è concluso.

Il dado è tratto.

Il giudice Marina Tommolini, dopo essersi ritirata in Camera di consiglio per quattro ore, ha emanato la sentenza:  Salvatore Parolisi è colpevole dell’omicidio nei confronti sua moglie, Melania Rea. La pena è l’ergastolo, la perdita della patria potestà genitoriale e la provvisionale di un milione di euro nei confronti della figlia Vittoria e di 500mila nei confronti della famiglia Rea.

La difesa, fino all’ultimo, si è schierata per l’assoluzione totale dall’accusa di omicidio E’ il classico processo da insufficienza di prove, se questo delitto fosse accaduto tra il 1930 e il 1989 Salvatore sarebbe stato prosciolto proprio con l’istituto dell’insufficienza di prove. Ma con la riforma il processo è cambiato, e siamo qui a voler dimostrare, con assoluta serenità, l’innocenza di Salvatore Parolisi”.

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C’è chi, anche ai dannati, vuole dare uno squarcio di paradiso.

Ma i fatti parlano chiari: Giustizia è fatta.

Una zia di Melania Rea, non appena appresa la notizia, è uscita fuori dal portone dell’abitazione dove abitano i genitori della donna uccisa dal marito e, soddisfatta, ha urlato ai giornalisti “Avete sentito” accompagnando la frase da un applauso.

Il fratello di Melania, Michele Rea, si esprime in merito: “La famiglia esce soddisfatta da questo processo, finalmente possiamo dire che Melania ha avuto giustizia, ma abbiamo il cuore straziato. È stato condannato il marito di Melania e il padre di Vittoria.

Una giustizia, la loro, che conserva ampi squarci di dolore e lo dimostrano le lacrime di Gennaro Rea, padre della vittima, che a fine sentenza ha esclamato “Non ha vinto nessuno, non ha vinto nessuno.”

Al momento la madre di Melania si astiene dal lasciare dichiarazioni, “non se la sente” dichiara la zia della vittima.

La perdita di una figlia è un dolore che neanche la giustizia può colmare.

Rossella Assanti