BARI, 25 OTTOBRE – Si è tenuta oggi presso il Tribunale di Bari l’udienza preliminare del processo che vede il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola imputato per abuso d’ufficio in concorso con l’ex direttrice generale della Asl di Bari Lea Cosentino, già coinvolta in altre inchieste sulla sanità pugliese.

L’accusa ha chiesto per entrambi un anno e otto mesi di reclusione, ma quale sarà la sentenza del giudice si saprà soltanto il 31 ottobre.

Intanto, a margine dell’udienza, Vendola ha dichiarato: “E’ del tutto ovvio che una sentenza di condanna, sia pure relativa a un concorso in abuso d’ufficio, per me sarebbe un punto di non ritorno, segnerebbe il mio congedo dalla vita pubblica”.

“Ma una sentenza ispirata a verità e giustizia – ha proseguito il leader di Sel – credo che restituirà a me quello che mi è dovuto, cioè la mia totale innocenza”.

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La vicenda che vede coinvolto il governatore della Puglia è quella relativa alla selezione nel 2008 del primario di chirurgia toracica dell’ospedale di Bari. Secondo i pm Vendola avrebbe fatto pressioni sull’allora direttrice generale Cosentino per riaprire i termini di presentazione delle domande di accesso al concorso, favorendo così l’assunzione di Paolo Sardelli.

Ho detto ai giudici – ha però ribadito il governatore – di aver avuto rapporti con quel medico solo dopo il concorso e nel momento in cui si occupava di far diventare quel reparto di chirurgia toracica un’eccellenza”.

Vendola ha insistito insomma sulla propria innocenza, sottolineando come la sua condotta sia “sempre stata totalmente estranea a qualunque intromissione, a qualunque inappropriatezza, a qualunque commissione di reato o anche illecito”. E a sostegno della sua versione ha richiamato “le testimonianze che sono ricavabili dalla stessa attività investigativa e dalle deposizioni della dottoressa Cosentino in molteplici processi”.

Beatrice Amorosi