ROMA, 23 OTTOBREL’addio del Cavaliere apre ufficialmente la stagione delle primarie, nonché la bagarre delle candidature. La prima a presentare la sua candidatura come leader Daniela Santanchè, la quale aveva invocato ai microfoni di Tg4 le dimissioni delle alte cariche del Pdl: «Sono molto contenta della decisione che ha preso Berlusconi perché usciamo dall’immobilismo. Le primarie sono la scelta più giusta che auspicavo da tempo per un vero confronto all’interno del partito. Io sono pronta a candidarmi perché c’é bisogno di linee politiche diverse da offrire alla gente. E che vinca il migliore». Un altro candidato è l’ex governatore veneto Giancarlo Galan, benché Angelino Alfano rimanga il successore più probabile di Berlusconi. In più vanno considerate le idiosincrasie tra vecchi alleati.

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«Alfano è una persona che stimo» ha dichiarato Pier Ferdinando Casini al Tg1 «speriamo venga emancipato da questa uscita di Berlusconi perché ce ne sarebbe bisogno». Il leader dell’Udc, comunque, ha confermato la sua visione post Monti: «Per me dopo Monti c’è Monti, non c’è Alfano o Vendola. Dovremmo chiedere a lui di continuare il lavoro». Se queste dichiarazioni sono su una persona che stima, figuriamoci per quelle con cui non ha feeling: «Se la linea del Pdl è quella della Santanché non la condivido di certo»

Tornando all’uscita di scena dell’uomo che per 18 anni ha recitato la parte del leone sulla scena politica italiana, l’ultimo epitaffio lo regala la figlia Barbara: «La responsabilità di rappresentare la maggioranza degli italiani spetta ora ad altri. E i tanti che in questi anni hanno dato lezioni adesso hanno l’opportunità di mettersi alla prova»

Giovanni Gaeta