BOLOGNA, 24 OTTOBRE – Beppe Grillo svela l’altra medaglia, la tragicità del comico.

Alle parole che ieri, Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, ha fermamente sostenuto: “Siamo a fine anno e non solo i finanziamenti pubblici all’editoria sono scesi da 114 milioni del 2011 a 60-70 del 2012, ma non si riesce neanche a capire con esattezza quale sarà l’ammontare. Le imprese che stanno continuando a lavorare stringendo i denti rischiano di arrivare a fine anno e scoprire che i fondi non saranno erogati. In quel caso l’unica strada sarà la chiusura.

Si susseguono quelle del comico/politico che stavolta non ha adempito a nessuno dei suoi due compiti.

Difatti, dinanzi all’oppressione della libertà di stampa, dinanzi alla fine dell’informazione, alla chiusura di ben 70 giornali, con estrema tranquillità dichiara: “Finalmente una buona notizia. Ogni tanto bisogna guardare il grande cielo azzurro e tirare il fiato. Settanta giornali rischiano di chiudere, Finora sono stati finanziati dalle nostre tasse – aggiunge – per raccontarci le loro balle virtuali. Franco Siddi è preoccupato per il pluralismo dell’informazione, ma soprattutto per i soldi”.

Certamente non fa ridere la sua posizione. Troppo facile schierarsi dalla parte dei salvati e lasciare che i sommersi vadano a fondo da sé.

[smartads]Ha concluso il suo discorso con un grande e caloroso Hip, hip, hurrà! Bye, bye giornali, è stato bello, anche grazie a voi, arrivare 61esimi al mondo per la libertà di informazione”.

Eppure, nonostante la Sicilia sia stata da lui stesso denominata “l’isola che non c’è”, gli applausi per il comizio tenutosi ieri sera erano scroscianti, forti, d’altronde dopo tale affermazione ha proseguito millantando un cambiamento.

“Cambieremo insieme, questa è la vostra ultima occasione. In Sicilia vincere 61 a zero.”

Ai posteri…la chiusura dei giornali.

Rossella Assanti