ROMA, 24 OTTOBRE – Ci si piega alle leggi imposte dall’alto, alla crisi che non accenna a scemare, alle disparità tra classe politica e ceti medio bassi, ma è impossibile rimanere in silenzio dopo la simpatica definizione della Fornero: “i giovani sono troppo choosy!”

Il termine, preso in prestito dall’inglese, servirebbe a definire  questi schizzinosi.  “Giovani, non siate troppo esigenti nella ricerca del posto, non siate choosy”, ha dichiarato il Ministro del lavoro e del welfare durante il suo intervento sul palco di Assolombarda a Milano. Ed è bufera.

Sul web esplode la rabbia di milioni di “choosy”, di chi li segue e vive le loro pene e preoccupazioni per il futuro. Tantissimi i commenti, i link più o meno ironici su Facebook o Twitter. Moltissimi inoltre i racconti giunti anche alla redazione di Tgcom24, di gente che si definisce e rivela tutt’altro che tale. Ragazze neolaureate che lavorano come cameriere, commesse, in fabbriche, in aziende metalmeccaniche (prima del loro eventuale fallimento), che si sentono offese nel profondo.

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Ad avvalorare le smentite, veri e propri studi. Secondo una ricerca dell’Istituto Toniolo infatti, i giovani italiani sarebbero tutto fuorché schizzinosi. Hanno imparato a reagire alle circostanze della crisi accettando paghe basse e lavori  che non soddisfano le proprie ambizioni. E ancora, dai dati del Rapporto Giovani, ottenuto da un campione di 9000 di essi tra i 18 e i 29 anni, emerge che questi si adoperino incessantemente nella ricerca dell’occupazione e che il 45% non sia soddisfatto ma comunque spinto dalle esigenze.  Come può allora, un nostro Ministro, per di più del lavoro, fare certe affermazione tenendo conto della situazione  (che più o meno indirettamente ha contribuito a creare)  in cui versa il nostro Paese oggi? Si parla di un tasso di disoccupazione giovanile pari o più, al 34% e non è certo un vanto per noi tutti, il fatto che quelli che un lavoro ce l’hanno non ne siano soddisfatti. Ma che resta da fare? I più, cercano di rammentare alla cara Elsa, la realtà. Altri, più ironici e pungenti, vogliono ricordarle che i suoi, come altri figli di politici, non sono certo esempi di giovani no Choosy. Inutile ogni tentativo di precisazione che intendeva correggere l’affermazione fatta in precedenza. “Frase infelice. E non è la prima”, commenta Bersani segretario del Pd.

DIBATTITO SULLE PENSIONI – Ma la Fornero continua ad illuminare. Da Milano si sposta a Torino per un dibattito sulle pensioni al centro anziani “Nicola Grosa”. Tuttavia,  il Ministro è costretto a lasciare la stanza per la contestazione esplosa a causa di esponenti dei Cobas e di Rifondazione Comunista”.

Sono avvilita che venga negato il diritto di parola. Ho incontrato nei mesi scorsi un migliaio di lavoratori dell’Alenia, non la pensavano certo come me, ma mi hanno ascoltata con rispetto. Posso sopportare molte cose ma non la prepotenza”, ha affermato in seguito. Il sindaco di Torino Nichelino, sede del dibattito, ha cercato di riportare inutilmente l’ordine. Il dialogo con alcune delegazioni di lavoratori e gli studenti dell’istituto Rosa Luxemburg, dove venerdì scorso sono cascati dei cementizi, si è dovuto pertanto concludere  a porte chiuse.

Ma le contestazioni, gli insulti, non la intimoriscono, dice la Fornero che ha piena solidarietà da parte del presidente del Senato, Renato Schifani.

Alla manifestazione annunciata dalla CgIl ha detto: “se mi invitano in piazza ci vengo anch’io”rispondendo ad una domanda sulla manifestazione annunciata e prevista per il prossimo 14 novembre. La Fornero si dichiara aperta, sempre, al dialogo purchè ci si presenti in delegazione e non tutti insieme. Ha inoltre detto di aver «masticato amaro su questa riforma presa male dai datori di lavoro, dal sindacato e illustrata abbastanza malamente dai giornali. A dispetto di tutto quello che si è detto di me come ministro tecnico, sono un ministro che ama il dialogo, lo favorisce e non si sottrae mai al confronto».

PROVVEDIMENTI – Una modifica alla legge di stabilità che reputano dannosa, chiedono invece unanimi i partiti. Casini evidenzia la necessità di una manovra più equa per le famiglie e i ceti medio-bassi. Poche sono le speranze per una Patrimoniale come la vorrebbero gran parte del Pd. Il Governo inoltre spera di guadagnare sul taglio delle province che da  86 passerebbero a 44. Un altro provvedimento urgente che il Governo Monti vorrebbe approvare è il Ddl anticorruzione in quanto l’Italia si situerebbe al 69esimo posto  nell’elenco dei paesi a corruzione maggiormente diffusa.

 Marilena Felice