PALERMO, 23 OTTOBRE – Una bara bianca, una vita spezzata e più di mille persone colmi di lacrime, di fronte la chiesa dove stamane si sono tenuti i funerali, per cercare di tenerne vivo il ricordo.

Oggi l’ultimo saluto a Carmela Petrucci, che ha perso la vita per salvare quella della sorella, l’ultimo anche per i suoi compagni di scuola che hanno indossato delle magliette bianche con su scritta una frase di Ligabue “Ti sento, nell’aria che è cambiata…” la sua preferita.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha cercato di celare la sua vicinanza nei confronti della famiglia, difatti ha mandato un cuscino floreale.

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Anche il cardinale arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, ha voluto dimostrare, nell’omelia, la sua presenza dinanzi al dolore che affligge la famiglia Petrucci. Inoltre ha enunciato parole di perdono verso il prossimo, anche verso l’assassino stesso.
“Solo Gesù può ascoltare la nostra preghiera bagnata di lacrime e solo lui può risollevarci e ridare speranza al nostro cuore. La nostra preghiera e’ per Carmela per Lucia che grazie al sacrificio della sorella riprenderà a sorridere tra qualche tempo. E la nostra preghiera e’ per la sua famiglia, anche con il nostro silenzio rispettoso e partecipe. Ma la nostra preghiera e’ anche per Samuele perché possa intraprendere il cammino del pentimento”.

Ma è difficile perdonare l’artefice di una famiglia mutilata, di una vita strappata alla vita stessa.
Il padre difatti, in una lettera fatta leggere dal cugino durante la messa, annuncia: “Spero che nessun padre debba più piangere la morte della figlia uccisa da una mano vile. Chiediamo che la violenza sulle donne sia punita e repressa senza sconti di pene”.

Non ce la fanno, a leggerla loro la lettera, i genitori di Carmela, divisi tra la forza che cercano di dare alla loro figlia Lucia, ancora ignara dell’accaduto alla sorella, e quella stessa forza che crolla nel momento in cui si trovano dinanzi alla bara della loro figlia.

E’ una lotta della vita per la vita.

Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, non è rimasta indifferente alla tragedia e all’atto eroico commesso da Carmela “E’ morta per difendere la sorella, non è una vittima di mafia ma riceverà alla memoria la medaglia d’oro per il suo atto eroico”.

La nonna delle ragazze è amareggiata “Queste cose terribili non devono più accadere”. E’ forse un appello il suo, un appello alla cessazione di queste violenze gratuite su corpi innocenti.

Rossella Assanti