BOLOGNA, 23 OTTOBRE – Un altro caso di corruzione piomba come una tegola di marmo sulle teste degli italiani. Un diluvio nazionale di tangenti e mazzette, da destra a sinistra, da nord a sud, politici e imprenditori, umili faccendieri e ricattatori professionisti continuano a cadere, uno dopo l’ altro, come una fila lunghissima di pedine del domino che sembra non concludersi mai.

Questa volta la gogna tocca a Finmeccanica ed alcuni suoi alti funzionari. L’ inchiesta condotta e coordinata dalla Procura di Napoli (coi p.m. Vincenzo Piscitelli e Henry Woodcock) ha portato all’arresto dell’ ex direttore commerciale di Finmeccanica, ora senior advisor, Paolo Pozzessere. L’ accusa è di corruzione internazionale riguardo alcune forniture (poco chiare) avvenute tra la società e il governo di Panama: il quale avrebbe versato una tangente da 18 milioni di euro al gruppo italiano e ad alcune sue società (AugustaWestlan, Selex, Telespazio) in cambio di elicotteri (guarda caso elicotteri Augusta) per un valore totale pari a 180 milioni di euro.

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Segue una seconda inchiesta che vede sempre coinvolta Finmeccanica in loschi traffici internazionali. Questa volta il governo bisognoso è quello brasiliano, al quale Finmeccanica avrebbe concesso un’ importante fornitura di navi. L’ azione di smercio, secondo la procura partenopea, sarebbe stata mediata dall’ allora ministro Scajola, il quale ha replicato alle accuse: «Ribadisco che nell’ ambito delle competenze di Ministro dello Sviluppo economico ho girato il mondo sempre nel rispetto delle leggi. Per giunta sono sereno, e non ho nulla per cui preoccuparmi».

Nel frattempo Finmeccanica crolla in borsa: a Piazza Affari segna il -3, 06%.

Lorenzo Battaglia