MILANO 23 OTTOBRE – In questi giorni il Centro antiveleni dell’ospedale di Niguarda di Milano ha lanciato un’ appello durante la stagione della raccolta dei funghi.

Dal 1 ottobre infatti, si registrano oltre 250 richieste di consulenze tossicologiche per ingestione di funghi non controllati, in un bilancio che oscilla tra i 600 e i 1.300 casi di avvelenamento da funghi registrati ogni anno.

“Non consumateli senza prima aver richiesto il parere di un micologo esperto” è l’avvertimento del centro, sottolineando inoltre che in questi giorni tutte le Asl della regione hanno messo a disposizione un servizio gratuito per il riconoscimento dei funghi raccolti.

In caso di comparsa di sintomi quali diarrea, vomito o qualsiasi altra sintomatologia occorsa subito dopo l’ingestione, è necessario recarsi al pronto soccorso portando con se eventuali resti dei funghi cotti, crudi o residuo di pulizia. E’ inoltre possibile contattare il Centro antiveleni dell’ospedale di Niguarda 24 ore su 24 allo 02 66101029, una linea telefonica d’emergenza dedicata all’ informazione tossicologica

SCARSA INFORMAZIONE- Molto spesso si tratta di parziale o totale assenza di informazione. E’ di questi giorni la notizia della morte di un padre una madre e una figlia a Cascina, in provincia di Pisa

Lei, Simonetta di Ruscio, 40 anni, si era recata qualche giorno fa in un bosco situato nella località di San Giorgio, una frazione di Cascina. Dopo aver raccolto alcuni funghi li ha cucinati la sera stessa per la sua famiglia: i suoi genitori, Lino e Luisa, 65 e 59 anni, e i suoi due figli, uno di 12 l’altro di 7. A parte il bimbo di 7 anni, che ha mangiato altri cibi, sono stati tutti ricoverati d’urgenza la mattina dopo.

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Il tutto si è risolto in tragedia: Simonetta e i suoi genitori non ce l’hanno fatta, mentre il figlio di 12 anni, che ne aveva mangiato una porzione non considerevole, si trova in questo momento ricoverato nel reparto pediatria con una lieve alterazione della funzione epatica.

E’ stata proprio la scarsa informazione a condannare Simonetta e i suoi genitori: di ritorno dalla raccolta, non essendo esperta, ha chiesto consigli sulla commestibilità dei funghi ad alcuni suoi amici, ricevendo immediate rassicurazioni.

Molto spesso persone inesperte si avvalgono di personali criteri di valutazione. E’ importante invece conoscere con esattezza le diverse specie di funghi ed essere in grado di assegnare loro nome e cognome. In mancanza di questo, affidarsi sempre a una scrupolosa prudenza: conoscere almeno le specie più pericolose e, nel dubbio, buttare tutto.

Giacomo Ciampoli