NAPOLI, 22 OTTOBRE – Non è questo il momento di mollare, non bisogna lasciare nulla di intentato, secondo gli inquirenti italiani e soprattutto non bisogna farlo per Maria e Catello Celentano: “Se l’uomo non avesse negato, non insisteremmo a non mollare la pista. Le foto della ragazza che ci hanno inviato sono somiglianti ad Angela” ripetono. Così, dopo la missione durata un mese, svolta dalla polizia postale napoletana, incaricata dalla Procura di Torre Annunziata, in seguito alla riapertura del caso per l’arrivo di mail con foto dalla fantomatica “Angela”, si punta sulla richiesta di rogatorie all’estero.

È il Procuratore aggiunto Lello Marino, incitato giustamente dai genitori della ormai non più bambina, nonostante i costi già elevatissimi raggiunti dalla missione in Messico, degli informatici e polizia italiana, a chiedere ulteriori verifiche per svelare la reale identità di chi ha detto, e ridato così speranza ad un’intera famiglia, via internet di essere Angela. Ad occuparsi , ormai da tempo,della faccenda è il pm Francesco Vittorio De Tommasi.

“Stavolta è lei, lo sento”, ha commentato così, qualche giorno fa, una mail ricevuta da Celeste Ruiz, la madre della piccola Celentano.

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LE INDAGINI DAL MESSICO – Dopo essere giunti però, alla casa di Cristino Ruiz (Acapulco), padre di Celeste e che dice di non avere nessun tipo di relazione con l’accaduto; al pc, attraverso l’identificazione dell’indirizzo IP, dal quale provenivano i messaggi, gli inquirenti italiani, si ritrovano con le mani legate: è qui che subentra la polizia messicana di Acapulco.

Questa, ha già sequestrato il pc dell’uomo e provvederà a controllare i collegamenti informatici, di chi, per mezzo dell’account “Celeste Ruiz” di Facebook, si è messa in contatto, qualche mese fa, con Rosa Celentano, sorella di Angela. Partirà mercoledì, la richiesta di rogatoria all’interpol, per ottenere, dalla società proprietaria del social network, informazioni relative a questo profilo. Si verrà mai a capo di questa situazione? Si arriverà mai alla piccola Angela o, sarà ancora una volta la delusione a porre fine all’indagine? Può darsi, ma «Per un ulteriore e doveroso scrupolo investigativo, disponiamo queste altre verifiche, sperando di non trovarci di fronte ad un altro sciacallo in questa triste e dolorosa vicenda» spiega Lello Marino.

Marilena Felice