ROMA, 22 OTTOBRE – Dovrebbe essere esaminato al primo Consiglio dei ministri di novembre il decreto legge messo a punto dal ministro della Pubblica Amministrazione Patroni Griffi che ha come oggetto il riordino delle Province italiane.

Il decreto prevede che a partire dal 2013 tutte le Province con meno di 350mila abitanti o con estensione inferiore ai 2500 kilometri quadrati verranno accorpate alle vicine e che la fase di transizione al nuovo regime sarà guidata da un commissario.

Nel complesso la nuova mappa degli enti locali conterà 36 Province in meno nelle Regioni a statuto ordinario, passando dalle attuali 86 a 50, incluse le 10 Città metropolitane. Le Regioni a statuto speciale avranno invece sei mesi di tempo in più per adeguarsi alla riorganizzazione e potranno decidere autonomamente su quali Province intervenire.

Protestal’Upi, guidata dal presidente Giuseppe Castiglione, che dice di aspettarsi dal Governo “una convocazione urgente, per proseguire e portare a termine il processo di riordino delle Province con lo stesso spirito di cooperazione istituzionale che ha caratterizzato fino ad oggi tutto il percorso”.

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Per Castiglione è necessario “affrontare questioni determinanti, come la ripartizione del patrimonio mobiliare e immobiliare, il ridisegno dei bilanci e soprattutto la salvaguardia e la valorizzazione del personale delle Province”. Il Presidente ribadisce inoltre la contrarietà dell’Upi “a scioglimenti anticipati, perché il processo di accorpamento è troppo delicato per poter essere gestito da un commissario”.

Resta però fermo sulle sue posizioni il ministro Patroni Griffi, secondo cui non si può “pensare che una riforma importante come questa possa venir meno solo per delle resistenze localistiche”.

Beatrice Amorosi