BREMBATE, 18 OTTOBRE – Il dado non è ancora tratto. Le indagini per il caso di Yara Gambirasio continuano.

“Altri 6 mesi per accertamenti” queste sono le svolte disposte dal gip di Bergamo.

Si cercano altri accertamenti, tra cui quelli riguardanti la traduzione della telefonata, interpretata erroneamente come “Allah mi perdoni, non l’ho uccisa io”, che aveva portato il marocchino Fikri in carcere per poi essere precocemente scarcerato.

Il gip richiede che venga effettuata una nuova traduzione della telefonata, stavolta da connazionali dell’uomo affinché possa risultare maggiormente veritiera.

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Le indagini non mollano la presa su Mohamed Fikri. Domani sarà sottoposto ad una nuova udienza per decidere se archiviare le indagini svolte sul suo conto.

Il giudice ha predisposto, inoltre, un procedimento di comparazione tra il Dna ritrovato sul corpo della piccola e quello di Fikri. Tentativo fallito, l’esito risulta negativo.

Per adesso il Dna porta il nome di “ignoto 1”.

La giustizia richiede tempo, forse anche troppo.

Rossella Assanti