MILANO, 18 OTTOBRE – Nicole Minetti in un film erotico diretto dal Maestro dell’erotismo Tinto Brass? L’idea sarebbe stuzzicante altro che no, ma chi avesse già l’acquolina in bocca dovrà per lo meno aspettare, perché come dice il poeta: del doman non v’è certezza e le capriole professionali di Nicole Minetti sono note a tutti.

Nessun film in vista comunque per la ormai ex consigliera regionale, la boutade, poco simpatica per la verità, è del parlamentare europeo del Pdl Gabriele Albertini che in diretta al programma ‘Agorà’ ha dichiarato: “Adesso ci sarà una telefonata di Tinto Brass che la inviterà a fare un bel film, che guarderò con grande piacere”.

Il commento era conseguente a una domanda sulle dimissioni della Minetti che, come tutti gli altri consiglieri, ha dovuto lasciare il seggio in Regione Lombardia per consentire al Governatore Formigoni la messa in atto dell’iter per indire nuove elezioni dopo lo scandalo Zambetti e lo scioglimento della giunta.

Rimbrottato dalla giornalista del Corriere Maria Teresa Meli per la battuta piuttosto infelice, Albertini si è difeso citando un precedente del 2005: “Nel 2005 ho convinto il presidente Berlusconi con una telefonata di un’ora a non inserire nel listino bloccato non Nicole Minetti, ma una degna persona, che però aveva 21 anni e non era ancora laureata, che si chiama Lara Comi, attuale deputata europea. E’ stata fuori non perché non fosse commendevole, ma semplicemente perché non doveva stare nel listino bloccato una persona che aveva solo una confidenza con il capo del partito. Berlusconi quindi fece una scelta diversa e nel listino bloccato finì il capo di Gabinetto del sindaco di Milano”. Quindi dobbiamo dedurre che secondo Albertini la sua collega di partito Minetti non sarebbe una degna persona. Vuole allora spiegarci il perché? Magari sa qualcosa che gli italiani avrebbero il diritto di conoscere. E poi sarebbe interessante sapere se ne ha mai parlato con Berlusconi che l’ha invitata ripetutamente a casa sua, definendola più volte “il meglio della gioventù italiana”. Non è chiaro comunque cosa avesse a che fare il precedente citato da Albertini con la sua ‘battuta’ estremamente maschilista e svilente della figura femminile. Forse secondo l’ex sindaco di Milano una bella ragazza come Nicole Minetti sarebbe adatta solo a film hard? Non è dato sapersi per il momento.

TINTO BRASS

Prontissima la replica del noto regista Tinto Brass che, contattato dall’ANSA, ha commentano nel suo stile la dichiarazione di Albertini: “Certo che la prenderei in un mio film, ma mi dovrebbe dimostrare tutte le sue qualità”. Per carità di patria non ha elencato quali.

IL PRECEDENTE

[smartads]

Qualcuno penserà che Gabriele Albertini sia solo un omonimo di quel Gabriele Albertini che in occasione della campagna elettorale del 1998 si presentò in mutande alla settimana della moda milanese. Non è così purtroppo, il censore di oggi, il paladino del bon ton in politica è lo stesso che finì sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo perché da sindaco in carica e in cerca di riconferma, sfilò alla settimana della moda con un paio di mutandoni di cachemire firmati Valentino. All’epoca lui la definì banalmente “una cosa strana, fatta perché tutti si devono ricordare che Milano è la capitale europea della moda”. Contento lui.

IL PUNTO

Ancora Nicole Minetti. Ancora una volta il baluardo della mala-politica berlusconiana sbattuta alla gogna dal suo stesso partito. Una noia mortale per chi è interessato alla politica con la P maiuscola. La manfrina ormai è nota a tutti: cercare di mostrare il dito invece della luna che sta eclissandosi, nemmeno tanto lentamente. E’ infatti sorprendente come di fronte allo sfascio di un partito, il Pdl, e di un’intera classe politica sepolta da nord a sud e da sinistra a destra dalle indagini della magistratura, qualcuno sia ancora lì a giudicare i costumi privati di una giovane, probabilmente arrivista, non si offenderà Minetti. Dimostrando ancora una volta come questa classe dirigente sia assolutamente incapace di un’analisi approfondita del dramma in cui versa l’Italia proprio a causa della sua incapacità di gestire la cosa pubblica. Di Albertini si parla come successore di Formigoni alla Regione Lombardia e il suo primo passo verso una possibile candidatura non è archiviare i vari Fiorito e Zambetti che militano nel suo stesso partito, ma dileggiare la Minetti che nel suo partito ci è finita grazie al caro amico Silvio Berlusconi e che probabilmente desidererebbe non esserci mai entrata. Contento lui.

Simone De Rosas