ATENE, 18 OTTOBRE – Un diritto richiesto è stato pagato con la vita oggi ad Atene, tra gli scontri fra poliziotti antisommossa e gruppi di lavoratori, pensionati e disoccupati  che hanno occupato piazze e strade delle maggiori città  della Grecia.

Lo sciopero della durata di 24 ore è stato organizzato dai due maggiori sindacati del Paese: Gsee e Adedy.

La motivazione è sempre la stessa, una vita ridotta al midollo: stipendi, pensioni e sussidi previdenziali drasticamente dimezzati, annientati.

La gente non ci sta, cerca un diritto alzando la voce ma un uomo di 67 anni, lavoratore marittimo, in piazza Syntagma, di fronte al parlamento, ha perso la vita.

La causa diagnosticata è stata quella di un infarto.

All’uomo è stato dedicato un minuto di silenzio e poi la manifestazione non si è fermata, ha continuato. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni e bombe stordenti per svincolarsi da un gruppo di dimostranti che gli si era accanito contro.

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Gli scontri continuano, le vittime salgono. Arrivano a 3, ricoverate in ospedale per ferite alla testa.

La popolazione non transige più su una politica così austera, drastica, tale da compromettere la vita stessa della gente. I cittadini si dicono “Stanchi ed esasperati.

Angela Merkel si esprime in merito: “Molti stati hanno implementato dure riforme e programmi di aggiustamento per far fronte ai propri specifici problemi. E’ anche il caso della Grecia. L’ho visto io stessa durante la mia visita in Grecia della scorsa settimana”.

Eppure, questa gente si dice “senza via d’uscita”. Questa gente non è più quella che urla per l’uguaglianza. Questa è una popolazione differente, urla “Pane, educazione, libertà”. Urla la vita. Un diritto.

Al 14 Novembre risalirà il prossimo sciopero organizzato dai sindacati.

Rossella Assanti