GINEVRA, 18 OTTOBRE – La Terra ha un nuovo vicino di casa, anche se si trova fuori dal “quartiere” Sistema Solare, orbitando intorno Alpha Centauri B, che con Alfa Centauri A e Proxima Centauri forma il sistema di stelle più vicino alla Terra, a soli 4,3 anni luce da noi. A darne la notizia è stato l’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) a cui è seguita la pubblicazione on line su Nature. La scoperta di questo pianeta dalla massa molto simile alla Terra (1,1 masse terrestri) si deve al team internazionale coordinato da Xavier Dumusque, dell’Osservatorio di Ginevra, al quale ha partecipato anche l’astronomo italo-svizzero, Francesco Pepe.

«Le nostre osservazioni con lo strumento Harps si svolgono in un periodo di più di quattro anni e hanno rivelato un segnale piccolo, ma reale, da un pianeta che orbita intorno a Alfa Centauri B ogni 3,2 giorni» spiega Dumusque. «È una scoperta straordinaria e ha spinto al limite la nostra tecnica!».

«Il risultato» spiega Pepe «è il frutto di un’intensa e lunga campagna d’osservazioni con uno degli strumenti più precisi al mondo, di una strategia d’osservazione ottimizzata e di una minuziosa analisi dei dati». È stato fondamentale l’apporto dello spettrometro Harps installato sul telescopio dell’osservatorio La Silla dell’Eso, situato in Cile, che ha permesso ai ricercatori di individuare il corpo celeste utilizzando  la tecnica della velocità radiale, cioè la misurazione delle piccole oscillazioni nel moto della stella Alpha Centauri B generate dall’attrazione gravitazionale del pianeta.

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La new entry delle mappe spaziali è stata accolta con grande soddisfazione: non si tratta solo del pianeta esterno al Sistema Solare più vicino alla Terra, ma anche del primo pianeta dalla massa simile alla Terra mai scoperto attorno ad una stella simile al Sole. Se si aggiunge che non è facile individuare pianeti di grandezza simile alla Terra, si può capire la soddisfazione dell’astronomo Raffaele Gratton, dell’Osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf): «Lo studio dimostra che, già con la strumentazione attuale, osservazioni molto intensive possono portare alla scoperta di pianeti simili alla Terra».

Tuttavia, la somiglianza con la Terra si ferma alla massa, perché “il vicino” si trova a circa sei milioni di chilometri Alpha Centauri B, una distanza minore di quella che separa Mercurio dal Sole. Una tale vicinanza, quindi, collocherebbe il pianeta fuori dalla cosiddetta zona abitabile, ossia la zona nella quale è probabile che un pianeta possa avere acqua allo stato liquido, e quindi ospitare forme di vita. A confermarlo è lo stesso Gratton: «Sulla sua superficie la temperatura dovrebbe essere prossima a 2.000 gradi centigradi».

Abbiamo appena conosciuto un vicino, ma dobbiamo ancora aspettare per vedere un gemello.

Giovanni Gaeta