BOLOGNA, 17 OTTOBRE – Si è tenuta nella notte, all’Hofstra University di Hempstead (50 chilometrida New York), la seconda sfida che ha visto opporsi in diretta tv i due leader candidati alla nuova presidenza della Casa Bianca.

È scaturita una vera e propria battaglia di parole, un dibattito aggressivo con Barack Obama che si è dimostrato aggressivo fin da subito, mettendo più volte con le spalle al muro il rivale repubblicano Mitt Romney. Obama lo ha definito, senza tagliare sulle metafore, «il candidato dei ricchi che si nasconde in un montone di pecora». Povero Mitt! È stato davvero un brutto tiro quello che gli ha giocato il Presidente Usa davanti a più di 70 milioni di americani che seguivano il dibattito incollati al canale della CNN. Poi Obama ha cominciato a parlare dei problemi seri che investono il paese: tasse, pensioni, sanità, lotta agli evasori puntando il dito su alcuni investimenti poco chiari fatti in Cina dal suo rivale candidato.

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Romney, dal canto suo, ha mantenuto la calma, ma a differenza della prima sfida “faccia a faccia” a Denver, sembrava aver perso quel lustro combattivo, abile come non mai nel “botta e risposta” (questa volta tutto a favore di Obama). Romney si limitava a controbattere al leader democratico tartassandolo continuamente di domande, cercando, così facendo, di estrapolare un pelo potenziale nell’uovo di un Obama sempre pronto e ricettivo; ma tutti i politici esperti sanno bene che usare questa strategie non porta nulla di conveniente. Perdi solo tempo senza difendere la tua  buona causa.

Infine Obama si è concentrato sulla Libia, l’argomento che più di ogni altro lo aveva costretto alle corde nello scorso dibattito col rivale repubblicano, in quel di Denver. Il Presidente Usa si è assunto piena responsabilità degli incidenti drammatici successi a Bengasi. Dunque restituisce il piacere resogli dalla Clinton, dicendo con voce quasi irritata e commossa: «Nessuno facente parte della mia squadra potrà mai ritenersi esonerato e difendersi per quanto successo. Compreso il sottoscritto».

Un Barack Obama in forma smagliante, ha dato lustro nuovamente alla sua forte personalità, che sembrava aver abbandonato chissà dove lungo la strada della sua presidenza. Forse è stato il giorno della rinascita? Larga sentenza al popolo americano, che spesso ci ha abituato a delle colazioni fatte con disgusto (vedi il secondo mandato di Bush figlio). Intanto i sondaggi della CBS danno un Obama in vantaggio, seppur si tratti soltanto di qualche misero punticino. Ora come ora sarà quel 3-4% di indecisi che, fra tre settimane, definiranno il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Lorenzo Battaglia