NAPOLI, 17 OTTOBRE – “Mio fratello era un ragazzo normale, un ragazzo solare che la mattina si alzava per andare a lavoro. Lo hanno ucciso come un criminale, non c’entrava niente con loro, assolutamente niente“.

Lucia, la sorella di Pasquale Romano, il trentenne ucciso come un boss con 19 colpi di pistola, l’altra sera a Marianella (Napoli), ci racconta dell’amato fratello.

Un omicidio ancora avvolta nel mistero, l’unica cosa certa restano però le modalità tipiche di un omicidio di matrice camorristica. Gli inquirenti hanno evidenziato che nel passato di Pasquale Romano non ci sono ombre, nessun precedente penale, nessuna macchia.
Come ribadisce la sorella: “Pasquale era un tipo casa, lavoro e famiglia. La sua vita era solo questa“.

Strazianti le parole del padre che evidenzia come la famiglia Romano non abbia mai avuto niente a che fare con gli ambienti criminali invischiati nella faida di Scampia.

Le piste investigative rimangono ancora tutte aperte, ma il trentenne potrebbe essere stato ucciso per uno scambio di persona con un un camorrista.

Redazione