BOLOGNA, 16 OTTOBRE – Ha dell’incredibile il delitto consumatosi, due giorni fa, in quel di Bologna. Ancora una volta, protagonista della vicenda un marito, un uomo vittima della gelosia che lo ha reso cieco, che non gli ha permesso di fermarsi in tempo, che lo ha spinto ad indossare i panni  di un assassino crudele, spietato. Ma ciò che più di tutto è incredibile è che la gelosia in questione, demone potentissimo, è stata scatenata da un amore platonico e mai consumato, mai trasformatosi in tradimento, della donna, Giuliana Lacaretta, per un altro uomo.

LA RICOSTRUZIONE
[smartads]

Erano circa le 12.00, di sabato 13 ottobre quando, Sergio Ucciero, 55 anni residente a Jesi, insospettitosi per l’improvvisa uscita della moglie, che 20 giorni fa le aveva rivelato di aver conosciuto un altro uomo, l’ha seguita, in auto, fino alla stazione. Alla vista della donna che, abbracciava l’uomo misterioso, Sergio ha perso le staffe e si è scagliaTo contro di lui: lo ha immobilizzato e ucciso a coltellate sul binario 1 della stazione di BolognaAlessandro Parrovecchio, informatico torinese di 53 anni, si è riversato a terra sotto gli occhi disperati della mancata amante. Quest’ultimo, vedovo e padre di due figli, era, per l’Ucciero, colpevole di averlo privato dell’amore della moglie, Giovanna Lacaretta, 49 anni.

Marito e moglie, in realtà, erano sposati da 5 anni ma, in crisi, vivevano a Jesi da separati in casa, già da tre. L’aver conosciuto a luglio, in occasione di un concerto Jazz a Fano, Alessandro, era stata solo la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. I due non si erano mai più visti, il loro era solo un “amore platonico” espresso tramite sms, e mail e rare telefonate. Quello di sabato, alla stazione, doveva essere il loro primo, vero incontro che, Sergio ha tragicamente boicottato.

I RISULTATI DELL’AUTOPSIA

Dall’autopsia emerge che, ad uccidere Alessandro Parrovecchio, siano state dieci coltellate: otto al torace e all’addome, una alla spalla destra e una alla schiena. Presenti anche segni sul collo a testimoniare il fatto che la vittima sia stata immobilizzata con una presa in quella zona. L’arma del delitto è un coltello da cucina.

Subito dopo il fatto, Sergio, agente della Einaudi, è stato arrestato. Attesa per domani la convalida del fermo, chiesta dal Pm Antonello Gustapane,  per omicidio premeditato. Infatti, il carnefice avrebbe preso già da casa, nelle Marche, due coltelli da cucina e li avrebbe portati con sé nascondendoli in una carta di giornale, in seguito all’uscita sospetta della moglie, che gli aveva riferito di recarsi da dei parenti. La donna invece, sarà probabilmente risentita dagli inquirenti per cercare di estrapolare nuovi dettagli.

Marilena Felice