LONDRA, 15 OTTOBRE – Malala Yousafzai, era stata colpita alcuni giorni fa perché rivendicava il diritto all’istruzione per le donne, oggi è atterrata all’aeroporto di Birmingham, nell’Inghilterra centrale.

Il fatto. Malala Yusufzai è stata ferita la settimana scorsa, martedì, a colpi d’arma da fuoco all’uscita di scuola a Mingora, nel nord-ovest del Pakistan. Diversi proiettili l’hanno raggiunta alla testa e alle spalle. Anche due sue compagne di classe sono rimaste ferite. I talebani hanno rivendicato l’attentato, compiuto per punire la ragazzina che aveva rivendicato il diritto delle donne all’istruzione. Le autorità pachistane hanno promesso una ricompensa di 100.000 dollari per chiunque sia in grado di fornire informazioni utili alla cattura dei responsabili.

L’ultima notizia sul suo stato di salute, registrava un lieve miglioramento: la piccola era riuscita a muovere leggermente mani e piedi. Sarà ricoverata al “Queen Elizabeth Hospital” di Birmingham,  un istituto altamente specializzato, nel quale vengono trasferiti di regola i soldati britannici che hanno subito lesioni di particolare serietà combattendo in Afghanistan.  Lo ha reso noto l’esercito pachistano. «Il Pakistan ha organizzato con gli Emirati arabi uniti il trasferimento di Malala con un aereo medico verso la Gran Bretagna», si legge in un comunicato.

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La giovane studentessa  vive nella regione di Swat, al confine con l’Afghanistan, una regione che dal 2003 al 2009 cadde sotto il controllo dei talebani (molti criticarono il governo pachistano per non averlo impedito in modo energico), che vietarono l’istruzione femminile, distruggendo centinaia di scuole.  Dopo furiosi combattimenti, nel luglio del 2009, l’esercito sgominò il controllo talebano dell’area e da allora il governo ha incoraggiato i turisti a tornare a visitare quella che, una volta, era una popolare destinazione sciistica. Ma ancora è lunga la strada verso una pacifica convivenza tra i gruppi.

Lei difendeva il diritto all’istruzione femminile, diritto suo e di tutte le donne, ma per i talebani una donna non possiede nemmeno il diritto più naturale che è quello della parola.

Malala Yousafzai ha scritto un diario sulla sua vita nella provincia di Swat, terra degli estremisti, diventando un simbolo della lotta femminile contro le regole dei talebani!

Maria Francesca Cadeddu