GROSSETTO, 15 OTTORE – Si è tenuta stamattina l’udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia naufragata il 13 gennaio. Il comandante Schettino è in aula, è arrivato con circa venti minuti d’anticipo al Teatro Moderno passando da un ingresso secondario.

Oltre a Schettino, in aula anche il suo vice Ciro Ambrosio, L’ufficiale Salvatore Ursino, il responsabile dell’unità di crisi della Costa Crociere, tutte figure coinvolte nella sciagura.

I difensori degli indagati, compreso l’avvocato Bruno Leporatti, difensore di Schettino, hanno sollevato richieste ed eccezioni, respinte dal gip Valeria Montesarchio dopo un’ora e mezza di camera di consiglio. L’udienza è ripresa a porte chiuse con l’illustrazione della maxi perizia da parte del collegio dei periti, tra cui ha iniziato a parlare l’ammiraglio Cavo Dragone.

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In aula anche i superstiti del naufragio “Schettino ha le sue responsabilità, ma dietro ci sono altre colpe di cui qualcuno dovrà rispondere”, è questa la posizione di alcuni che la notte del 13 gennaio scorso erano sulla Costa Concordia.

Un naufrago della Costa, in attesa dell’inizio dell’udienza, è salito sul palco per salutare Schettino, che, seduto al banco degli imputati si è alzato in piedi e gli ha stretto la mano. “Speriamo che la verità sia accertata presto”, gli ha detto. “Sì, la verità deve essere appurata”, ha risposto Schettino.

Annamaria Di Biase