NEW MEXICO, 15 OTTOBRE – È Felix Baumgartner, 43enne austriaco con un passato nelle forze speciali, il primo uomo ad aver superato la barriera del suono lanciandosi da oltre trentanovemila metri.

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Ieri, sopra il cielo azzurro del New Mexico, alle ore 17.30 Baumgartner iniziava la lunga salita ai confini dello spazio per compiere un’impresa storica, senza precedenti. La capsula agganciata al pallone ha trasportato l’ uomo e la sua attrezzatura alla quota esatta di 39.060 metri. La tuta che indossava, era stata realizzata con quattro strati protettivi, dotata anche di dispositivi per la stabilizzazione in aria e di due videocamere ad alta definizione che hanno filmato tutto quello che da lassù, gli occhi increduli del “tuffatore” austriaco hanno potuto osservare: un abisso sconfinato, azzurro limpido che lo divideva dalla terra arida del New Mexico. «Ero in cima al mondo 30 secondi prima di lanciarmi» ha dichiarato Felix Baumgartner «Sono stati attimi fantastici». Poi è stato il momento del salto nel vuoto che gli ha permesso di raggiungere un ulteriore record mondiale: il tempo più lungo trascorso in caduta libera, 259 secondi.

Dal centro di controllo, la squadra di specialisti che governava l’ intrepida operazione, battezzata Red Bull Stratos (con estremo compiacimento  dello sponsor), è scattata in un’interminabile esultanza non appena il corpo libero di Felix si stabilizzava nel cielo assumendo il giusto angolo di caduta. Una piccola macchia bianca, un barlume di uomo, che somigliava tanto ad una stella cadente, stava giungendo nel cielo della terra alla velocità di1342 Km/h, e spiegava le ali bianche del suo paracadute.

Circa sei minuti più tardi è avvenuto l’atterraggio sulla sabbia rarefatta del deserto americano: Felix Baumgartner poggiava finalmente i piedi a terra, dopo aver fluttuato dolcemente, conscio di aver portato a termine una missione da record.

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Lorenzo Battaglia