BOLOGNA, 12 OTTOBRE – Beati i fruttivendoli? Sì, ma non gli studenti che oggi sfilano a centinaia di migliaia in 90 piazze italiane, muniti di carote come simbolo della protesta: l’ intento è di evocare un presente impoverito di qualsiasi prospettiva futura.

Qualche giorno fa il ministro Francesco Profumo aveva dichiarato che con gli studenti bisogna usare un pò il bastone e un pò la carota. Ma visto l’andazzo che finora hanno avuto i tagli nella scuola pubblica (università compresa), pare che il ministro abbia elargito quasi esclusivamente bastonate (o addirittura picconate). Infatti la giornata di mobilitazione nazionale, prevista per oggi, è stata indetta dall’Unione degli Studenti proprio con l’ obbiettivo di palesare davanti agli occhi del Paese intero, la drammaticità della situazione in cui riversano scuole e studenti.

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«Oggi in piazza sono presenti molti giovani delle università – precisa Luca Spadoni portavoce nazionale di Link Coordinamento universitario – per dimostrare all’attuale governo che gli studenti non sono disposti a fare dei passi indietro sui temi della conoscenza e per ribadire con forza la nostra contrarietà all’aumento delle tasse per i fuori corso voluta dal ministro Profumo e alla diminuzione dei fondi al diritto allo studio, provvedimenti drammatici questi che non permetteranno a tanti giovani di iscriversi all’università». Ascoltando la parte degli studenti sembra esserci la volontà e la disponibilità per cambiare seriamente le cose: un cambiamento che non dovrebbe però consistere in tagli spregiudicati che fungano da tornaconto per le casse del governo – bensì dovrebbe costituire un processo democratico e leale, costruito a partire dal basso.

Roberto Campanelli, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti, sta mane ha dichiarato che «Non sarà possibile accettare ulteriori diminuzioni degli spazi di democrazia, già ampiamente ridotti nelle scuole a seguito dell’ approvazione nel 2010 della legge Gelmini». In poche parole collettivi studenteschi e studenti autonomi auspicano che ladri, ladroni e privati siano tenuti a debita distanza dalla scuola pubblica.

Azioni comunicative (si spera non violente) che preannunciano un autunno caldo, forte di proteste e contestazione.

Lorenzo Battaglia