BOLOGNA, 11 OTTOBRE – Svelato il mistero dell’oggetto luminoso fotografato dal rover Curiosity lo scorso 7 Ottobre sul suolo di Marte.

La Nasa ha confermato che si tratta di un frammento in plastica appartenente al robot stesso.

Durante il sol 61, ovvero, nel linguaggio utilizzato dalla Nasa, il 61esimo giorno di missione su Marte, il robottino aveva fotografato un piccolo oggetto luminoso largo circa 4,5 cm e largo 7.

In quel momento Curiosity stava compiendo una delle fasi fondamentali del suo soggiorno sul suolo marziano; infatti, grazie allo strumento Chimra  (Collection and Handling for In-Situ Martian Rock Analysis) posto sul suo braccio meccanico, aveva appena raccolto un campione di terreno e si apprestava ad analizzarlo.

Quando la MastCam posta sul rover ha fotografato il misterioso oggetto, gli scienziati Nasa ne hanno bloccato ogni attività per dedicarsi all’analisi del frammento.

[smartads]

In un primo momento si pensava fosse un componente hardware del rover stesso, oppure, vista la luminosità, in metallo.

L’8 ottobre (sol 62) la “sentenza”: si trattava di un pezzo in plastica, forse un tubicino che copriva un filo.

Si ipotizza che sia caduto su Curiosity dal Mars Science Laboratory durante la fase di discesa su Marte e che, una volta azionato il braccio meccanico, sia finito a terra.

GLI “STUDI” DI CURIOSITY – Ora Curiosity può riprendere a pieno il suo lavoro sul Pianeta, alla scoperta dell’esistenza o meno di condizioni che possano favorire la presenza di forme di vita.

Ieri 10 ottobre – sol 64, sono state avviate le operazioni preliminari per le analisi della sabbia e della polvere attraverso un meccanismo per la vagliatura e la porzionatura dei campioni, che con le sue forti vibrazioni ha ripulito il materiale raccolto.

Questo primo campione scavato, e anche il secondo, saranno gettati dopo l’uso, poiché sono serviti solo per il processo di pulizia.

I campioni successivi che Curiosity raccoglierà nell’area Rocknest in cui si trova in questo momento, scelta per compiere queste operazioni, potranno invece essere analizzati.

Il rover ha inoltre iniziato a compiere misurazioni meteo e ambientali con la stazione di monitoraggio Enviromental Monitoring Station, e continuato a fotografare il bagliore visibile sul pianeta alle prime luci dell’alba.

+ Lo speciale sul Rover Curiosity

Ilaria Facchini