BOLOGNA, 11 OTTOBRE –  Uno psicologo statunitense vuole sfatare il mito delle misure che  non contano. Un nuovo studio, infatti, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine sostiene che le donne che hanno “frequenti orgasmi vaginali” hanno maggiori probabilità di raggiungere l’orgasmo con i più peni più grandi.

La teoria. Stuart Brody, uno psicologo presso l’Università del West of Scotland, ha fatto un’indagine su 323 studentesse chiedendo loro alcune considerazioni sugli ultimi incontri sessuali e se, o quanto, la lunghezza del pene avesse influenzato la realizzazione dell’orgasmo. I sondaggi hanno riferito che le donne con un maggior numero di orgasmi vaginali fossero quelle che avevano avuto rapporti con peni più grandi.

Il risultato di questo sondaggio, secondo lo psicologo statunitense, sarebbe il risultato di una maggiore capacità dei peni larghi “di stimolare l’intera zona della vagina e della cervice”.

Smentita. Dunque, le “dimensioni” maschili influiscono sull’orgasmo femminile? C’è ancora chi sostiene che l’orgasmo vaginale esiste e che le dimensioni dell’organo maschile influiscano sul piacere femminile. C’è anche chi fa chiarezza e smentisce.

Dopo  che il noto Journal of Sexual Medicine ha pubblicato i risultati di un nuovo, altro studio, la sua scientificità è messa ancora una volta in dubbio dal medico sessuologo Vincenzo Puppo.

Secondo il sessuologo Puppo, siamo di fronte a un altro articolo (non scientifico?) sull’orgasmo vaginale pubblicato dal Journal of Sexual Medicine, egli ritiene fermamente che le dimensioni del pene maschile non abbiano importanza per l’orgasmo femminile, e che le misure “normali” siano esattamente quelle del proprio pene. Il pene sarebbe una parte del corpo come orecchie e naso! Polemizza : “io non capisco, visto che ormai tutti i sessuologi sanno che l’orgasmo vaginale non esiste come una rivista internazionale possa ancora accettare e pubblicare articoli su questo argomento”.

[smartads]

Alla Stampa il sessuologo Puppo concede un’intervista e polemizza: “Come vi ho già precedentemente spiegato purtroppo ancora oggi “l’uomo, secondo i sessuologi, sarebbe “obbligato” a dare piacere/orgasmi alla partner durante il rapporto completo, il rapporto pene-vagina, solo con gli sfregamenti del pene sulle pareti vaginali. Ma viene considerato “normale” qualcosa che non ha basi scientifiche, cioè che la vagina possa scatenare un orgasmo”. La maggioranza dei sessuologi sono psicologi, e non hanno il coraggio di dire ai mass-media di tutto il mondo e, in educazione sessuale ai ragazzi/e, che dal punto di vista scientifico le teorie sessuologiche di Freud ormai sono superate e confutate da decenni: la vagina non è l’organo del piacere femminile e non esiste l’ “invidia del pene”! Il clitoride (con tutti gli altri organi erettili femminili) proprio per le sue piccole dimensioni è più sensibile del pene maschile e può determinare anche orgasmi multipli in tutte le donne con una stimolazione efficace. Questo articolo (come i precedenti) del Journal of Sexual Medicine, di Stuart Brody et al., doveva essere rifiutato e non pubblicato. Inoltre, questo articolo si basa su sondaggi fatti su Internet, e le risposte delle donne, oltre che difficilmente verificabili online, sono condizionate da 100 anni di “maschilismo” Freudiano: purtroppo le donne credono che per essere “mature” devono godere solo con la stimolazione del pene nella loro vagina».

Per quanto riguarda le dimensioni normali del pene? Il sessuologo continua nell’intervista: «Il condizionamento purtroppo interessa anche i ragazzi, e grazie anche alla pornografia, sono cresciuti con il “complesso delle dimensioni” e chi lo ha più grosso/lungo è considerato più uomo! I sessuologi favoriscono le ansie/insicurezze dei ragazzi divulgando le misure cosiddette “normali” del pene, ma è come per esempio dare le dimensioni normali delle dita, dell’orecchio ecc., non ha nessun senso, non ha nessuna base scientifica: le dimensioni normali sono quelle del proprio pene». E «Mi chiedo – prosegue il dottor Puppo – perché i sessuologi non divulgano che l’orgasmo vaginale e il punto G non esistono? Chi ha deciso che il rapporto sessuale completo è il rapporto pene-vagina? Completo per chi? Perché una donna, per sentirsi normale, deve godere solo tramite gli sfregamenti del pene in vagina? Perché non si possono usare le dita per stimolare contemporaneamente il clitoride? Chi lo proibisce? Perché, durante il rapporto vaginale, le mani possono accarezzare tutto il corpo (viso, seno, capezzoli, natiche ecc.) eccetto il clitoride? Che differenza fa se si usa solo il termine (corretto fisiologicamente, vedi per i maschi “orgasmo maschile”) “orgasmo femminile”?… Usare solo “orgasmo femminile”, e vulva/cltoride/piccole labbra, LIBERA le donne e uomini  di tutto il mondo da ansie/insicurezze/complessi/ecc. e serve anche per prevenire le violenze sulle donne: vagina = oggetto sessuale/riproduzione/inferiorità/culto del pene e cultura del “buco”. Vulva = Persona/Piacere/uguaglianza/cultura dell’amore/rispetto (vedi anche il libro di Shere Hite).

La smentita della teoria statunitense conclude: «i ragazzi/e devono avere certezze scientifiche che devono valere per tutte/i, e i sessuologi devono divulgare che “rapporto sessuale completo/fare l’amore/fare sesso = orgasmo per entrambi i partner con o senza il rapporto vaginale, definizione per tutti gli esseri umani”».

Insomma, in conclusione, a quanto pare alcuni miti sono duri a morire. Ma un giorno, non lontano, si farà chiarezza una volta per tutte su questa questione. E tutti gli studiosi del settore, forse, saranno d’accordo!

Maria Francesca Cadeddu