PADOVA, 11 OTTOBRE – 42 secondi di shock, di inverosimile, quello che è accaduto di fronte la scuola elementare mercoledì mattina. Alcuni agenti in borghese, su ordine della Corte d’appello della sezione minori di Venezia, hanno trascinato via, con violenza quasi fosse un corpo indolore, un bambino di 10 anni.

Una situazione difficile alle spalle, una separazione, un continuo alternarsi tra padre, il quale inizialmente poteva vedere solo una volta a settimana, e la madre al quale era stato affidato.

Poi il cambiamento.

Un’ordinanza emessa recentemente dal tribunale dei minorenni, conferisce al padre la possibilità di recuperare il rapporto con il figlio, con conseguente allontanamento dalla casa materna.

La violenza con cui hanno agito gli agenti è agghiacciante, un comportamento che rasenta la mancanza di umanità.

“E’ incivile che il nostro bambino sia stato portato via in questo modo.” Queste sono le parole di una madre afflitta, che in lacrime annuncia l’accaduto.

La zia del piccolo, autrice del video, urla: “Non si mettono le mani addosso ai bambini”.

Ma gli agenti, nonostante il bambino cerchi di svincolarsi, lo tengono per le mani e le caviglie e lo trasportano, strattonandolo, in auto mentre il piccolo urla “Non respiro zia, aiutami.”

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Le immagini nel video sono chiare, fredde come solo la verità può essere.

“L’hanno portato via come se fosse una bestia” ha annunciato il padre di due coetanee del piccolo  il quale attualmente si trova in una casa famiglia a Padova, sotto protezione dei servizi sociali.

Dopo l’accaduto, il pediatra si è recato presso la struttura per cerca di visitare il bambino, di vederne le condizioni ma non gli è stato concesso.

Alfonso Giglione, nonno del piccolo, ha annunciato che “Da sei anni il bambino vive con la madre e non vuole vedere il padre poiché percepito come troppo autoritario.” Infatti, tra settembre e ottobre, al tentativo degli agenti di portare via il bambino dalla casa materna, questi si è rifiutato e opposto pensando bene di nascondersi sotto il letto.

Persino la Dirigente scolastica Marina Zanon si dice “sconvolta e turbata da quanto ho visto mercoledì.”

L’infanzia di un bambino turbata, strattonata dai suoi piccoli rifugi che lo facevano sentire sicuro.

L’innocenza marchiata. E’ questo ciò che è stato fatto, dagli agenti di polizia, al piccolo durante un drammatico mercoledì mattina.

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Rossella Assanti