ROMA, 11 OTTOBRE – Lo scandalo Laziogate si espande e oltrepassa i seggi consiliari del Pdl laziale. Il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Salvatore Maruccio, è indagato per peculato, la stessa accusa rivolta a Franco Batman Fiorito.

L’inchiesta è scattata in seguito a una segnalazione della Banca d’Italia: Maruccio, secondo il pm Stefano Pesci, si sarebbe appropriato di 781mila euro dei fondi destinati al partito.

L’ufficio di Maruccio nella sede del Consiglio regionale del Lazio e gli immobili del segretario regionale Idv sono stati perquisiti oggi dalla Guardia di Finanza. Le Fiamme gialle, che agiscono su mandato del procuratore aggiunto Alberto Caperna e del sostituto Alberto Pioletti, stanno raccogliendo la documentazione sulla distribuzione e sulla gestione dei fondi pubblici per le spese elettorali.

Dei 781mila euro, 581mila sono stati prelevati con bonifici e finiti su cinque conti correnti intestati  proprio a Maruccio, mentre gli altri 200mila in contanti. Per Caperna e Pesci, i prelievi non hanno una causale o presentano una giustificazione generica come “anticipo spese”.

«Si tratta di risorse usate per attività politica» ha risposto alle accuse il segretario. «Non ho nulla da nascondere. Chiarirò tutto: le risorse del gruppo sono state utilizzate da me solo per fare attività politica». Maruccio ha immediatamente rassegnato le sue dimissioni ed in una lettera inviata ad Antonio Di Pietro, l’ex capogruppo ha motivato la sua decisone con la volontà di «affrontare da privato cittadino l’iter processuale certo di dimostrare la mia estraneità». Una scelta giusta, quasi onesta tenuto conto dei comportamenti a seguito dello scandalo-Fiorito tenuto dai vertici pidiellini, ricordando che lo stesso Batman di Anagni è ancora consigliere. Tuttavia, bisogna anche sottolineare come, soltanto a settembre,sulla pagina web di Maruccio si poteva leggere la rivendicazione di onestà a seguito delle dimissioni di Renata Polverini da Governatore del Lazio: «I consiglieri regionali del gruppo Idv non hanno avuto emolumenti in più rispetto a quelli previsti della legge. Oggi non ci stiamo a sentirci inclusi in un calderone».

[smartads]

Intanto, Franco Fiorito resta in carcere. Il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso presentato dai due avvocati  difensori, Carlo Taormina ed Enrico Pavia, volto ad ottenere l’annullamento dell’ordine di custodia emesso contro Fiorito dal gip Stefano Aprile. L’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, indagato per peculato, è accusato di essersi appropriato di un milione e 380 mila euro dei fondi destinati al Pdl al Consiglio regionale del Lazio.

Giovanni Gaeta