ATENE, 9 OTTOBRE – E’ stata una giornata difficile oggi per Atene, in occasione della visita di Angela Merkel al premier greco Antonis Samaras.

40mila persone si sono ritrovate in piazza Syntagma e in piazza Omonia, dove i due maggiori sindacati greci, Gsee e Adedy, avevano organizzato le uniche manifestazioni non proibite dalla polizia contro le misure di austerity imposte dalla Troika ad Atene in cambio di nuovi aiuti.

L’obiettivo di Samaras era infatti quello di ottenere dalla Merkel l’impegno ad attenuare le condizioni poste da Ue, Bce e Fmi, che comprendono tagli a stipendi e pensioni.

La sua presenza – ha detto il premier rivolgendosi alla cancelliera – è la prova che non siamo più in quell’isolamento politico vissuto negli ultimi messi: abbiamo fatto degli errori, ma abbiamo subito un isolamento che non meritavamo”.

Ma la Merkel si è mantenuta salda sulle sue posizioni: “Non bastano le misure di austerità prese sinora, bisogna lavorare anche per lo sviluppo. Vogliamo che la Grecia resti nell’Euro, ma dovete fare la vostra parte”.

E così, mentre l’esecutivo di Samaras si appresta a effettuare nuovi tagli, il popolo greco insorge. Le manifestazioni di oggi sono infatti sfociate in disordini.

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In piazza Syntagma, dove il Parlamento era circondato da barricate della polizia, alcuni giovani col volto coperto hanno lanciato bottiglie incendiarie e fumogeni contro gli agenti in tenuta anti-sommossa, che hanno disperso i manifestanti con lacrimogeni e spray urticanti.

Davanti all’ambasciata Usa, invece, mentre i dipendenti dell’ospedale Henry Dunant protestavano contro i tagli che da otto mesi li lasciano senza stipendio, altri manifestanti hanno lanciato bottiglie di plastica contro il convoglio che trasportava Angela Merkel al palazzo del governo.

In molti sono poi scesi in piazza vestiti con le divise delle SS, bruciando una bandiera con la svastica e sventolando striscioni con su scritto “No al quarto Reich” e cartelli raffiguranti la cancelliera con i baffetti di Hitler. L’allusione era al ruolo giocato dalla Germania nell’imposizione delle misure di austerity alla Grecia.

Beatrice Amorosi