PADOVA, 9 OTTOBRE – Inizia così una domenica mattina: tra un omicidio messo in atto ed un suicidio scampato.

Paolo Rao, 30 anni, ex ingegnere, si reca nell’appartamento di Via Canestrini, dove inizialmente viveva con la sua ex compagna Erika Ferrazza.

Non esita, infligge 40 coltellate al petto di lei che probabilmente cerca di svincolarsi, urla atrocemente, stesse urla che hanno movimentato i condomini, i quali hanno cercato di aprire l’appartamento e di intervenire.

“Andate via o vi ammazzo tutti”. Parole agghiaccianti, fredde, schiette che hanno zittito il caos condominiale accendendo quello della Polizia locale chiamata subito dai condomini.

“Si trova in stato confusionale dopo la perdita del suo lavoro di ingegnere.” Queste furono le parole che un anno prima, il padre riferì agli agenti di polizia in merito ad un avvenimento  accaduto precedentemente.

Il rapporto tra Paolo Rao e la compagna Erika Ferrazza, andava consumandosi. I genitori tentano di intervenire organizzando una vacanza a Livorno.

Tutto sembra normale, un tentativo di ricostruzione.

Una serata in pizzeria, una richiesta di far sedere la bambina di due anni, frutto del loro precedente amore, di fianco a lei, la madre.

L’aria di tempesta era già in arrivo.

Paolo Rao si alza impugnando il coltello con il quale tagliava la pizza, ogni tentativo di ricostruzione viene a mancare, si lacera totalmente nel momento in cui prende in braccio la bambina e le punta il coltello alla gola. Una ferita, del sangue che sgorga e poi la polizia con una chiara denuncia a piede libero da parte della madre della piccola.

Quest’ultima fortunatamente non riportò gravi danni.

A Settembre del 2011 il padre di Paolo Rao, Fortunato Rao stimato dirigente dell’Asl, muore stroncato da un infarto. A seguito di ciò, Erika Ferrazza ritira la sua denuncia. Atto che le è costato la vita.

Il tentativo di svincolarsi dall’agonia di rimorsi interiori, stava per essere messo in atto con un suicidio ma è stato vano. Troppo facile.  La polizia lo ha fermato in tempo.

L’arresto è stato immediato.

Rossella Assanti