WASHINGTON, 9 OTTOBRE – Yes, we can. Forse prima, adesso non tanto. Dopo la disastrosa performance nel dibattito di Denver, Barack Obama ha perso la upper hand sul repubblicano Mitt Romney, apparso decisamente convincente durante il confronto televisivo. Secondo un sondaggio Pew tra gli elettori probabili nelle elezioni che si terranno il 6 novembre, Romney è salito al 49%, rispetto al 45% di Obama. Inoltre, l’ex governatore del Michigan ha raggiunto il 47% tra gli elettori già iscritti nelle liste elettorali, la stessa percentuale del presidente uscente. Si tratta un incredibile risultato: solo lo scorso settembre, Obama staccava lo sfidante di nove punti (42% a 51%). Per gli esperti si tratta di un dato sorprendente, perché i dibattiti raramente incidono così tanto sul trend elettorale.

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Ovviamente l’aria che si respira nello staff dei due contendenti è assai diversa: recuperato alla grande lo svantaggio,Romney ha interrotto la campagna per un po’ e si è di nuovo ritirato con i suoi collaboratori per allenarsi per il prossimo dibattito, dal momento che proprio il confronto face to face è stata la mossa che ha riportato in bilico le sorti di queste elezioni.

Il Presidente, invece, ha cercato di affrontare la sconfitta “in diretta” con un videomessaggio che incita a «non tornare indietro» e una serie di nuovi spot in televisione, in cui dà quelle risposte che al dibattito non è riuscito a fornire. Negli spot vengono evidenziate le presunte «disonestà» del rivale nell’ambito delle tasse, dell’assistenza agli anziani, della riduzione del debito pubblico, delle energie alternative, dell’istruzione. Un je accuse un po’ in ritardo e senza un contraddittorio, ma che sembra aver parzialmente soddisfatto la base democratica, rimasta delusa dalla scarsa vena dialettica dimostrata da Obama quando in tv ci è andato di persona. La speranza dei sostenitori del Presidente in carica è che la defiance di Denver sia stata solo un caso e che nei prossimi due dibattiti con Romney, che si terranno il 16 e il 22 ottobre,  si dimostri molto più “combattivo”.

Giovanni Gaeta