Curiosity, il rover della Nasa ammartato nel Cratere Gale su Marte lo scorso 6 agosto, è pronto per ricercare eventuali tracce di vita sul pianeta Rosso. “Ora abbiamo raggiunto una fase importante che ci permetterà di ottenere i primi campioni solidi negli strumenti di analisi entro due settimane” ha dichiarato Michael Watkins, Mission Manager del Jet Propulsion di Pasadena, in California.

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Dopo essere andato in giro per circa un mese Curiosity si è parcheggiato tra le dune di sabbia del suolo marziano Rocknest, luogo scelto dagli scienziati e dagli ingegneri della Nasa per tastare Chimra, un dispositivo progettato per l’analisi del suolo. Infatti il rover dovrà prelevare due campioni di suoli, che agiterà bene all’interno delle camere di trattamento per pulire le superficie interne. Successivamente li adagerà su d’un vassoio di osservazione per l’ispezione da parte delle telecamere posizionate sul montante del rover. Una volta conclusi i lavori a Rocknest Curiosity si dirigerà verso est nella zona di Glenelg, dove sceglierà una roccia come primo obiettivo del suo trapano.

“Curiosity ci ha già inviato informazioni importanti sulla storia del Pianeta, come la presenza di un affioramento roccioso chiamato Hottah, prova di un flusso forte d’acqua che doveva scorrere 3-4 miliardi di anni fa. E acqua può significare vita. La missione principale di Curiosity, infatti, è scovare indizi di microbi e alghe che potrebbe aver abitato il Pianeta due o tre miliardi di anni fa”, ha dichiarato Richard Cook, responsabile per il Jet Propulsion Laboratory della Nasa dei sistemi di volo del rover su Marte, a Napoli, in cui si trovava per il Congresso Nazionale di Aereonatica.

Monica Rita Messina